Gli alpini chiudono l'adunata di Biella e puntano su Genova per il 2026

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con il passaggio simbolico della stecca tra Marco Fulcheri, presidente della sezione Ana di Biella, e Stefano Pansini, capo della sezione genovese, si è chiusa la 96esima Adunata nazionale degli Alpini. Un evento che ha portato nelle strade della città piemontese oltre 100.000 "Penne nere", le quali, dopo tre giorni di sfilate e celebrazioni, hanno già fissato il prossimo appuntamento: dall’8 al 10 maggio 2026, sarà Genova a ospitare il raduno numero 97, organizzato come ogni anno dall’Associazione nazionale Alpini.

La sfilata finale, che ha visto la partecipazione di più di 300 militari delle Truppe Alpine, è stata aperta dal Terzo Reggimento della Brigata Taurinense, la cui bandiera di guerra è tra le più decorate dell’Esercito. A marciare accanto a loro anche una compagnia di giovani del corso Solarolo III, futuri alpini ancora in addestramento, e la batteria a tamburi della Scuola Teulié. Nei giorni precedenti, oltre 200.000 visitatori avevano affollato la Cittadella degli Alpini, lo spazio espositivo dedicato alla storia, ai valori e alle tecnologie del Corpo.

Tra le delegazioni più numerose, quella del Cuneese: 5.000 alpini, accompagnati da almeno 2.000 tra familiari e amici, hanno preso parte all’evento. La sezione Ana di Cuneo, la più grande della provincia con i suoi 103 gruppi e 8.000 iscritti, ha ricevuto anche la visita del ministro della Difesa Guido Crosetto, lui stesso alpino iscritto all’Ana di Marene. «Un discorso appassionato, emozionante», ha commentato Davide Spedale, presidente della sezione cuneese, sottolineando come le parole del ministro abbiano rimarcato i valori di solidarietà e fratellanza che da sempre caratterizzano il corpo.

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