2 marzo, via agli adempimenti di marzo: dal bollo delle fatture alla rottamazione, un mese cruciale per contribuenti e sostituti d'imposta
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Redazione Economia
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Il calendario fiscale segna l’inizio di un marzo particolarmente denso di impegni per imprese, professionisti e contribuenti vari, con una serie di scadenze che si concentrano già dai primi giorni del mese. Lunedì 2 marzo rappresenta la prima data chiave, non solo per gli adempimenti ordinariamente previsti in questo periodo, ma anche perché su di essa confluiscono alcuni termini la cui scadenza naturale cadeva nei giorni scorsi, slittati a causa dei fine settimana e delle festività. L’effetto combinato di questi rinvii tecnici e delle scadenze fisse rende l’avvio del mese particolarmente intenso per chi si occupa di contabilità e gestione amministrativa.
Tra gli appuntamenti di inizio mese spicca il versamento dell’imposta di bollo relativa al quarto trimestre del 2025, un adempimento che riguarda da vicino tutti i soggetti IVA che emettono fatture elettroniche. La scadenza originariamente fissata per il 28 febbraio, essendo coincisa con un sabato, è stata posticipata in automatico al primo giorno lavorativo successivo, ovvero il 2 marzo. L’obbligo di pagamento scatta per quelle fatture elettroniche che, pur non essendo soggette a IVA, riportano un importo superiore a 77,47 euro; documenti, questi, che richiedono l’apposizione del bollo, il cui importo unitario è di 2 euro. La platea degli interessati è ampia e comprende, a Titolo esemplificativo, le operazioni non soggette a imposta, quelle esenti o non imponibili, per le quali il sistema, in fase di liquidazione, non calcola l’IVA, rendendo così dovuta l’imposta di bollo.
Un avvio di mese tra proroghe tecniche e pagamenti rateali
Il 2 marzo, però, non è soltanto il termine per il bollo. Come chiarito da diverse fonti specialistiche, entro questa data i sostituti d’imposta e i contribuenti interessati devono fare i conti anche con una serie di comunicazioni e denunce annuali. Tra queste, la presentazione telematica della dichiarazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA relative all’ultimo trimestre del 2025, un adempimento che consente all’Amministrazione finanziaria di monitorare l’andamento dell’imposta. Contestualmente, scade il termine per la presentazione della denuncia annuale dei contratti di affitto di fondi rustici stipulati nell’anno precedente, così come per la trasmissione all’INAIL delle denunce retributive dei dipendenti relative al 2025. Un quadro, questo, che delinea un avvio di mese in cui la parte dichiarativa e quella del versamento si intrecciano in modo significativo, richiedendo un’attenta pianificazione del lavoro.
La settimana centrale: la Certificazione Unica e il saldo IVA
Il momento di maggior carico, per professionisti e imprese, è rappresentato senza dubbio dalla giornata di lunedì 16 marzo. Entro questa data, infatti, i sostituti d’imposta sono tenuti a consegnare ai propri percipienti la Certificazione Unica 2026, il documento che riepiloga i redditi di lavoro dipendente, assimilati, di lavoro autonomo occasionale e altri redditi corrisposti nell’anno precedente. Non si tratta soltanto di un obbligo di consegna in formato cartaceo o elettronico al lavoratore, ma anche di un invio telematico all’Agenzia delle Entrate, che utilizza questi dati per predisporre le dichiarazioni dei redditi precompilate. Le Certificazioni relative ai soli redditi da lavoro autonomo abituale, invece, beneficiano di un termine più ampio, fissato al 30 aprile 2026. Sempre il 16 marzo rappresenta il termine ultimo per il versamento del saldo IVA relativo al 2025, un adempimento che coinvolge la stragrande maggioranza dei titolari di partita IVA, i quali possono scegliere se effettuare un pagamento in unica soluzione o optare per una rateizzazione dell’importo dovuto, con l’applicazione degli interessi nella misura dello 0,33 per cento mensile sulle rate successive alla prima.
Una finestra per la rottamazione e gli ultimi adempimenti del mese
Sullo sfondo di questi adempimenti ordinari, si staglia la scadenza per chi ha aderito alla cosiddetta rottamazione quater. Per i contribuenti che hanno scelto di definire in modo agevolato le cartelle di pagamento, il termine per versare la rata in scadenza al 28 febbraio è stato oggetto di una mini-proroga che, di fatto, estende la finestra utile fino al 9 marzo 2026. Questo slittamento, dovuto alla combinazione tra i cinque giorni di tolleranza concessi dalla legge e il conseguente rinvio per il fine settimana, consente a molti di regolarizzare la propria posizione senza perdere i benefici della definizione agevolata. Per il resto, il mese prosegue con altre scadenze minori ma non per questo meno rilevanti, come la possibilità di opporsi all’utilizzo dei dati delle spese sanitarie o scolastiche per la dichiarazione precompilata, adempimenti per i quali il termine ultimo cade rispettivamente l’8 e il 16 marzo. Un mosaico di obblighi, quello di marzo 2026, che richiede un’attenzione costante e una gestione oculata dei tempi, confermando il ruolo centrale di questo mese nel panorama fiscale italiano.




