Windrose, il fenomeno indie che ha già superato le 500mila copie in due giorni e ora cerca aiuto per i server

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Si navigava in un mare di scetticismo, complice la scia di promesse non mantenute lasciata da qualche kolossal sul tema, e invece l’accesso anticipato di Windrose ha preso il largo trasformandosi in un vero e proprio naufragio per le statistiche. Il team di sviluppo, il piccolo Kraken Express con sede in Uzbekistan, ha dovuto letteralmente alzare bandiera bianca – o meglio, issare un segnale di richiesta aiuto – di fronte ai numeri da capogiro fatti registrare dal loro action cooperativo a tema piratesco. A soli due giorni dal lancio sulla piattaforma Steam, i dati ufficiali parlano chiaro: oltre mezzo milione di copie vendute in neanche quarantotto ore, una quantità che avrebbe messo in difficoltà anche le infrastrutture più solide, figuriamoci quelle di uno studio di dimensioni medio-piccole.

Il peso delle 500mila copie e il picco da 100mila giocatori

L’entusiasmo intorno a questo survival open world, che mescola elementi di crafting a combattimenti dall’anima “souls-lite”, non è nato per caso. Il picco di giocatori simultanei ha sfiorato quota 100mila, un’invasione digitale che ha spinto il Titolo dritto in cima alla classifica globale della piattaforma, scalzando concorrenti di ben altra caratura economica. Era prevedibile, forse, vista la risonanza ottenuta dalla demo ufficiale e la presenza in milioni di liste dei desideri; tuttavia, la rapidità con cui queste speranze si sono concretizzate in vendite ha colto di sorpresa gli stessi sviluppatori, costretti a posticipare i festeggiamenti per fronteggiare un’emergenza tecnica.

L’appello agli esperti di rete e il giallo dei server russi

Problemi di connessione, picchi di latenza improvvisi e l’incapacità per molti di stabilizzare le partite cooperative hanno costretto Kraken Express a compiere un passo insolito. Sui canali ufficiali Discord, il team ha lanciato un accorato appello alla propria utenza: “Se per caso lavorate per, o conoscete qualcuno in un importante provider di servizi internet europeo o nordamericano che potrebbe essere disposto a parlare con noi, apprezzeremmo davvero una presentazione”. Una richiesta di contatti che testimonia una difficoltà oggettiva nel diagnosticare il malessere della rete, aggravata dalla scoperta – fatta da alcuni utenti più smanettoni – di un endpoint nei codici dei server dedicati che sembra reindirizzare verso un indirizzo IP localizzato a Mosca.

Un successo che mette a nudo i limiti di un team piccolo

Sebbene Kraken Express abbia sede in Uzbekistan e non in Russia, la presenza di questi routing – giustificati forse da mere scelte tecniche di instradamento insieme ad altri IP sparsi per Europa e Corea del Sud – ha comunque acceso i riflettori su una vulnerabilità di fondo. La sensazione, mentre si attendono hotfix già promessi per i prossimi giorni, è quella di un team che si è trovato all’improvviso a gestire un carico da novanta, con un publisher (Pocketpair, quelli di *Palworld*) che forse avrebbe potuto fornire strumenti di rete più adeguati. Tra richieste di aiuto, indagini su blocchi ISP e la gioia immensa per un traguardo che per ora resta saldamente in cima alle classifiche, Windrose continua la sua navigazione a vista.

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