Azzurri, una vittoria che non placa le polemiche
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Redazione Sport
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La Nazionale italiana ha superato la Moldavia per due reti a zero, un risultato che, seppur conseguito in terra straniera, non è riuscito a celare le profonde difficoltà inespresse da una squadra che ha faticato non poco contro una formazione considerata, almeno sulla carta, di rango inferiore. Le reti, arrivate a pochi minuti dal termine con un’azione di testa di Mancini e il sigillo di Pio Esposito nei minuti di recupero, hanno scongiurato l’ipotesi di un pareggio che sarebbe apparso come un esito del tutto fallimentare, considerando il divario tecnico e statistico che separa le due selezioni. L’impressione generale, infatti, è che il tecnico Gennaro Gattuso, il quale aveva optato per un undici con diverse alternative rispetto ai titolari abituali, abbia incontrato serie difficoltà nel trovare un equilibrio e un’identità di gioco chiara, elementi senza i quali persino un confronto con la numero 156 del ranking Fifa può trasformarsi in un’impresa piena di insidie e di imprevisti.
Le voci fuori dal campo
Alessandro Altobelli, campione del mondo nel 1982, ha commentato la prestazione definendo importante la vittoria raggiunta, “perché, come si dice, vincere aiuta a vincere”, pur esprimendo la necessità di un netto miglioramento dal punto di vista del gioco in vista degli imminenti appuntamenti. L’ex attaccante ha riconosciuto l’impegno profuso da Gattuso e il carattere che lo contraddistingue, sottolineando però come, con i giocatori a disposizione, sia “assolutamente necessario” che la squadra progredisca sotto il profilo qualitativo per non correre rischi pericolosi durante i play-off di marzo. Dello stesso avviso sembra essere stato anche un altro ex ct della Nazionale, Dino Zoff, il quale, interpellato circa le vivaci proteste dello stesso Gattuso rivolte verso alcuni cori dei tifosi, ha preferito non schierarsi, bensì ha parlato di “esagerazione da entrambe le parti”, osservando come in simili circostanze sia difficile stabilire con esattezza chi abbia torto o ragione.
I protagonisti in campo
Tra i pochi elementi positivi emersi dall’incontro di Chisinau, si sono distinti alcuni giocatori dell’Inter, i quali hanno fornito un contributo determinante per il conseguimento del risultato finale. Federico Dimarco, subentrato nel corso della seconda metà di gioco, è stato l’autore del cross preciso dall’esterno sinistro che ha consentito a Mancini di trovare il gol del vantaggio a pochi minuti dalla fine, dimostrando una volta di più la sua pericolosità nelle palle inattive e nelle ripartenze. A chiudere la pratica è stato poi Pio Esposito, il quale, entrato a sua volta dalla panchina, ha sfruttato un assist di qualità per insaccare di testa il raddoppio, trovando così la sua seconda marcatura in maglia azzurra e confermando di essere una delle giovani promesse su cui la Nazionale può contare per il futuro.
La strada verso i play-off
La vittoria, sebbene di misura e ottenuta nel finale, permette alla squadra di affrontare con un po’ più di serenità l’ultimo impegno della fase a gironi, un match contro la Norvegia che rappresenta l’ultima occasione per testare i meccanismi prima della decisiva sfida di marzo. L’atmosfera che circonda il gruppo, tuttavia, rimane tesa, segnata dalle critiche per una prestazione ritenuta largamente insufficiente e dalle polemiche scaturite dal confronto, per nulla pacifico, tra il commissario tecnico e una parte della tifoseria. Quel che è certo è che il lavoro da compiere, sia in termini di rendimento collettivo che di atmosfera attorno alla squadra, appare ancora molto, poiché gli avversari che si incontreranno nella fase decisiva per l’accesso al Mondiale saranno ben diversi e molto più agguerriti di quelli affrontati in questa serata.




