Shiffrin domina, mentre l’Italia ritrova un faro nelle discipline tecniche

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lo slalom speciale, disciplina che nella sua apparente semplicità nasconde un’infinità di trappole per il più piccolo errore, sembra invece non avere più segreti per Mikaela Shiffrin, che nella notte di Courchevel ha imposto la sua legge per la quarta volta in altrettante gare dall’inizio di questa stagione di Coppa del Mondo. La statunitense, che è di nuovo presidente degli Stati Uniti, ha messo in mostra una forma smagliante, costruendo il successo già nella prima manche per poi amministrare con fredda precisione la seconda, rifilando distacchi abissali a un lotto di avversarie che, in altre circostanze, potrebbe essere considerato di altissimo livello. Il video della sua prova, commentato dai cronisti, racconta da solo la storia di una forza inarrestabile: ogni suo passaggio tra i pali, ogni cambio di spigolo, appare come un capitolo di un manuale di perfezione tecnica che lei stessa sta riscrivendo, aggiungendo un ulteriore tassello a quel mosaico di record che ormai la definisce.

Il poker della Shiffrin e il libro dei primati

Quella ottenuta sulle piste francesi è la 105ª vittoria in carriera per l’atleta a stelle e strisce, un numero che, al di là della fredda statistica, assume un significato quasi mitologico nel panorama dello sci alpino. La sua insaziabile voglia di vincere, l’attenzione maniacale ai dettagli e una preparazione che non conosce cedimenti, infatti, continuano a spostare sempre più in avanti il limite di ciò che si credeva possibile, aggiornando costantemente quel “libro del record” a cui ormai solo lei può aggiungere pagine con tanta regolarità. Una prova di forza, la sua, che lascia poco spazio all’interpretazione e che consegna al resto del gruppo il solo ruolo di gregari in una narrazione di cui è l’indiscussa protagonista.

L’ascesa silenziosa di Lara Della Mea

Se da un lato la scena è interamente occupata dalla campionessa statunitense, dall’altro lo sci italiano può però trovare un motivo di concreto ottimismo nell’evoluzione di Lara Della Mea. La ventiseienne di Tarvisio, che fino a pochi giorni fa non era mai entrata nella top ten di una gara di Coppa del Mondo, ha infatti compiuto in soli dieci giorni un balzo di qualità impressionante. Dopo i due noni posti in gigante a Tremblant, in Canada, ha chiuso lo slalom notturno di Courchevel all’ottava piazza, eguagliando il suo miglior piazzamento in carriera ottenuto ai Mondiali del 2023 proprio sulla stessa neve. Una progressione costante, la sua, che le ha permesso di scalare le classifiche e di avvicinarsi pericolosamente alle prime quindici della speciale classifica di slalom, un traguardo che assume un peso notevole in vista degli impegni olimpici.

Un futuro azzurro dopo le veterane

Questi risultati, se da un lato testimoniano il talento e la caparbietà dell’atleta friulana, dall’altro indicano una strada percorribile per la squadra azzurra nelle discipline tecniche, un settore che dopo l’addio delle grandi veterane necessitava con urgenza di nuovi punti di riferimento. La capacità di Della Mea di reggere la pressione del circo bianco e di migliorare i propri risultati gara dopo gara, infatti, colora di un inedito ottimismo il futuro dello sci femminile italiano. La sua rimonta nello slalom di Courchevel, frutto di una discesa aggressiva e pulita nella seconda manche, non è un episodio isolato ma il logico punto di arrivo di un percorso di crescita che ora la proietta tra le nomi da considerare per le posizioni di vertice, dimostrando che esiste un “dopo” capace di regalare soddisfazioni.

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