Attacco con droni a Kalogi, una strage di bambini nel Sudan in guerra
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Redazione Esteri
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Un nuovo, atroce capitolo si è aggiunto domenica alla cronaca della guerra civile sudanese, che dall'aprile del 2023 sta provocando quella che è universalmente riconosciuta come la più grave crisi umanitaria del pianeta. Nella città di Kalogi, situata nel Kordofan meridionale e sotto il controllo della giunta militare al potere, un’offensiva attribuita alle Forze di Supporto Rapido ha trasformato luoghi di cura e di crescita in teatri di morte. L’attacco, che stando alle ricostruzioni locali si è sviluppato in tre distinti momenti giovedì scorso, ha visto l’impiego di droni per colpire, in una sequenza metodica e spietata, prima una scuola materna, poi un ospedale, e infine le persone accorse per prestare soccorso ai più piccoli.
La dinamica del massacro
La dichiarazione di un responsabile amministrativo locale, Essam al-Din al-Sayed, ha fornito ad agenzie internazionali il quadro di un’operazione militare che ha deliberatamente preso di mira i civili, in particolare i bambini. I velivoli senza pilota hanno sganciato il loro carico letale sull’asilo, per poi riversarlo sulla struttura sanitaria vicina, in un duplice colpo che ha annullato qualsiasi distinzione, peraltro sancita dal diritto internazionale, tra obiettivi militari e spazi protetti. La terza ondata, quella diretta contro i soccorritori, ha completato l’opera, amplificando il numero delle vittime e inchiodando la popolazione a un terrore senza via di fuga.
Il bilancio e le responsabilità
Sebbene le autorità centrali non abbiano ancora rilasciato un conteggio ufficiale e definitivo, fonti sanitarie e locali parlano di decine di persone uccise, tra le quali una percentuale altissima, forse la maggioranza, è costituita da bambini. La Rete dei Medici Sudanese e l’esercito regolare hanno accusato senza mezzi termini le RSF, il potente gruppo paramilitare in guerra contro le forze armate nazionali, di essere l’artefice materiale della strage. Una accusa che, se confermata, si aggiungerebbe a un lunghissimo elenco di violazioni e crimini documentati da organismi indipendenti nel corso di un conflitto sempre più feroce e totalizzante.
Il contesto di un conflitto senza fine
L’episodio di Kalogi non è, purtroppo, un evento isolato ma l’ennesima esplosione di violenza in una guerra che ha ridotto in macerie intere regioni, causato milioni di sfollati e portato il paese sull’orlo della carestia. Le Forze di Supporto Rapido, che controllano vaste aree del territorio, continuano a scontrarsi con l’esercito sudanese in battaglie combattute spesso dentro e attorno ai centri urbani, con un costo umano insopportabile per la popolazione civile, lasciata senza acqua, cibo e medicine. Gli attacchi con droni, diventati un triste distintivo di questo scontro, dimostrano una capacità offensiva tecnologicamente avanzata ma anche una tattica che sembra non fare più differenza alcuna tra combattenti e innocenti.




