Neonata muore sull'A5, indagata la madre e ricercati due fuggitivi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una tragedia stradale, che si consuma nella fredda notte autunnale di sabato sull’autostrada A5, nei pressi di Volpiano, ha stroncato la vita di Lucia, una bambina che avrebbe compiuto tre mesi a dicembre. La piccola, che viaggiava con la madre Costanza Fiore diretta verso la residenza familiare a Quincinetto, è stata sbalzata dal veicolo dopo che la donna, per cause ancora tutte da chiarire, ha perso il controllo della sua 500X. Gli investigatori, i cui rilievi sul posto hanno iniziato a delineare una ricostruzione, stanno approfondendo le modalità con cui la neonata era stata collocata sul seggiolino: dai primi accertamenti, infatti, emergerebbe che Lucia non fosse legata all’ovetto in maniera adeguata e sicura, circostanza che avrebbe privato il dispositivo del suo fondamentale ruolo protettivo al momento dell’impatto.

L’aggravante della fuga e l’inchiesta della procura

La dinamica dell’incidente, che ha visto la vettura della madre andare fuori controllo, risulta ulteriormente complicata da altri fattori, i quali hanno spinto la Procura di Ivrea ad aprire un fascicolo per omicidio stradale. Oltre al decesso della piccola, gli inquirenti devono fare i conti con la condotta di almeno altri due automobilisti, i quali, coinvolti nella stessa sciagura, avrebbero preferito darsi alla fuga senza fermarsi a prestare il minimo soccorso. “Si sarebbero allontanati”, come riferiscono le forze dell’ordine, rendendo così necessaria una caccia ai conducenti che, forse ignari della reale portata della tragedia che avevano dietro di sé, hanno scelto una strada che la legge punisce in modo severo. L’aggravante della fuga del conducente, contemplata dal codice, pesa ora sul procedimento penale avviato dal procuratore.

I rilievi sul seggiolino e le testimonianze raccolte

Mentre la madre, Costanza Fiore, e il padre della neonata, Claudio Tonino, affrontano un lutto improvviso e straziante, gli accertamenti tecnici si concentrano sull’ovetto ritrovato fuori dall’abitacolo. Gli specialisti stanno analizzando con attenzione minuziosa il dispositivo, per stabilire se il mancato aggancio delle cinture di sicurezza interne abbia determinato il tragico volo della bambina, la quale, una volta proiettata sulla carreggiata, è stata purtroppo investita. Parallelamente, i magistrati e gli investigatori hanno già ascoltato alcuni testimoni, i cui racconti serviranno a fissare con maggiore precisione la catena degli eventi e a comprendere il comportamento degli altri veicoli prima e dopo l’incidente.

Le incognite sulla dinamica e le responsabilità

L’inchiesta, che prosegue senza sosta, deve ancora fornire risposte decisive su diversi fronti. Resta da chiarire, innanzitutto, cosa abbia effettivamente causato la perdita di controllo dell’auto da parte della madre, un elemento cruciale per definire il perimetro delle responsabilità. Al contempo, l’identificazione dei due conducenti fuggiti rappresenta un altro tassello imprescindibile per la giustizia, che mira a ricostruire ogni passaggio di quella sera. La tragica fine di Lucia, il cui futuro è stato cancellato in un istante su quell’asfalto, impone una riflessione stringente, non solo sulle norme di sicurezza da rispettare durante il trasporto dei più piccoli, ma anche sul dovere civico e giuridico di fermarsi quando si è coinvolti, anche solo potenzialmente, in un sinistro.

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