Delfin, l’accelerazione di Leonardo Maria Del Vecchio e il sorpasso dell’Inter per Muharemovic

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre il calciomercato inizia a scaldare le tifoserie, nel silenzio delle stanze del potere finanziario si consuma un’altra partita, forse più decisiva per gli equilibri del capitalismo italiano. Leonardo Maria Del Vecchio, quartogenito del fondatore di Luxottica, sta portando a termine un’operazione da dieci miliardi di euro – una cifra che farebbe impallidire qualsiasi plusvalenza – per ridisegnare il futuro di Delfin, la cassaforte di famiglia. Attraverso la sua holding, Lmdv, l’imprenditore ha infatti avviato lo sprint finale per rilevare le quote detenute dai fratelli Paola e Luca, ciascuno titolare del 12,5% del capitale, liquidandoli con un maxi-prestito concesso da un pool di primari istituti come Unicredit, Bnp Paribas e Crédit Agricole. La posta in gioco è altissima: chi controlla Delfin, controlla di fatto il 32% di EssilorLuxottica, oltre a influenzare partecipazioni strategiche in Generali, Monte dei Paschi e Covivio.

La svolta dopo la prelazione di gennaio

Il rompicapo successorio, rimasto irrisolto dopo la scomparsa del patriarca nel giugno 2022, sembra dunque aver trovato un ago della bilancia in Leonardo Maria. Già nello scorso gennaio, lui aveva esercitato il diritto di prelazione sul 25% complessivo dei fratelli, un diritto che gli consente di acquistare le quote prima che vengano offerte a terzi, sebbene serva comunque il consenso dei venditori. Secondo le fonti che seguono la trattativa, l’obiettivo è quello di sciogliere definitivamente lo stallo, portando la sua partecipazione personale in Delfin dal 12,5% attuale al 37,5%. Si tratta, in sostanza, di ricomporre il mosaico ereditario non attraverso una spartizione paritaria, ma tramite la creazione di un azionista di maggioranza relativa in grado di garantire quella stabilità che al momento manca alla holding lussemburghese.

L’affondo nel calcio: l’Inter supera la Juventus su Muharemovic

Se nel mondo della finanza l’erede dei Del Vecchio gioca a chi sale, nel rettangolo verde di gioco un’altra accelerazione sta monopolizzando l’attenzione degli addetti ai lavori. L’Inter ha deciso di forzare i tempi per assicurarsi Tarik Muharemovic, difensore centrale del Sassuolo, e nonostante il complicato vincolo contrattuale che lega il giocatore alla Juventus – la quale detiene il 50% sulla futura rivendita – i nerazzurri sembrano aver scollinato la concorrenza. Beppe Marotta e la dirigenza di Viale della Liberazione hanno scelto il profilo del bosniaco come prioritario per rinforzare il reparto arretrato, muovendosi con maggiore decisione rispetto ai bianconeri, che pure avevano sondato il terreno in precedenza.

L’intreccio contrattuale e la strategia di mercato

Non si tratta di un semplice duello a colpi di milioni, perché la clausola legata alla cessione complica non poco le valutazioni. L’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, ha ribadito che non esiste ancora un valore fissato per il cartellino – le valutazioni cambiano se a bussare è una big italiana piuttosto che un club straniero – ma ha anche confermato che il club emiliano non ha l’obbligo di cedere il proprio gioiello. Tuttavia, l’Inter sta cercando di aggirare l’ostacolo inserendo nella trattativa possibili contropartite tecniche, una strategia che serve a limare l’esborso in denaro contante e a convincere il Sassuolo a privarsi del difensore senza svenderlo. La sensazione, a poche settimane dalla fine del campionato, è che per Leonardo Maria Del Vecchio la partita decisiva si giochi nei consigli di amministrazione delle banche finanziatrici, mentre per Muharemovic il futuro si deciderà a suon di prestiti con diritto di riscatto e contatti diretti tra i club.

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