Trump annuncia la riapertura di Alcatraz e nuovi dazi sul cinema straniero
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Redazione Esteri
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In una mossa destinata a riaccendere polemiche già infuocate, Donald Trump ha dichiarato l’intenzione di riaprire il carcere di Alcatraz, simbolo storico del sistema penitenziario americano, ribadendo la sua linea dura in materia di sicurezza e immigrazione. «È un’idea che ho avuto», ha spiegato il presidente, riferendosi alla necessità di gestire quello che definisce un sistema giudiziario «radicalizzato», incapace di far fronte all’afflusso di migranti irregolari. La prigione, chiusa nel 1963 per gli elevati costi di gestione e le strutture obsolete, potrebbe tornare operativa come centro di detenzione di massima sicurezza.
Nota come «The Rock», Alcatraz ha ospitato alcuni dei criminali più pericolosi della storia americana, da Al Capone a Robert Stroud, guadagnandosi un’aura leggendaria. Dopo la chiusura, l’isola divenne teatro di proteste simboliche da parte di attivisti nativi americani, che nel 1969 la occuparono per denunciare le politiche federali. Ora, a distanza di decenni, il penitenziario potrebbe rinascere con una funzione analoga a quella originaria, sebbene in un contesto politico profondamente mutato.
Parallelamente, l’amministrazione Trump ha colpito un altro settore, annunciando dazi del 100% sui film stranieri importati negli Stati Uniti. «L’industria cinematografica americana sta morendo a una velocità impressionante», ha affermato il presidente, accusando altri Paesi di attirare produzioni hollywoodiane con incentivi fiscali. La misura, che rischia di scuotere non solo Hollywood ma anche i mercati internazionali, si inserisce in una strategia protezionista che ha già visto l’imposizione di barriere commerciali su numerosi beni.




