Crimson Desert, la polemica sul pulsante per accelerare i dialoghi e i dubbi delle versioni console
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
A poche settimane dal lancio, previsto per il 19 marzo, Crimson Desert continua a catalizzare l’attenzione degli appassionati, sebbene non sempre per i motivi sperati dagli sviluppatori Pearl Abyss. Nelle ultime ore, un dettaglio emerso dalle anteprime ha innescato un dibattito piuttosto vivace nella comunità dei giocatori: la presenza di un tasto dedicato all’accelerazione dei dialoghi e delle scene tagliate. Non si tratta, è bene precisarlo, della classica funzione “salta”, che consente di bypassare immediatamente un filmato, bensì di una sorta di riproduzione veloce che aumenta il ritmo delle battute, una meccanica che alcuni hanno paragonato alla fruizione rapida tipica dei contenuti sui social media. La reazione del pubblico, come spesso accade in questi casi, si è divisa tra chi vede nell’iniziativa una concessione a una presunta soglia dell’attenzione sempre più ridotta e chi, al contrario, la difende come una mera opzione di accessibilità o utilità per le sessioni di gioco ripetute.
A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato la condivisione di alcuni brevi filmati, da parte dell’utente Jake Lucky, che mostravano proprio questa funzionalità in azione, scatenando una valanga di commenti. C’è chi ha ironizzato sull’assurdità di voler velocizzare i dialoghi in un videogioco di ruolo, o comunque in una produzione con una forte componente narrativa, domandandosi provocatoriamente se in un ipotetico sparatutto si chiederebbe poi un tasto per saltare le fasi di combattimento. Dall’altro lato dello schieramento, voci come quella del creator SwanyPlaysGames sono intervenute per sottolineare come, in un Titolo dall’enorme scala come questo, poter accelerare sequenze già viste – magari dopo essere stati sconfitti da un boss o durante una seconda partita – non rappresenti un’eresia, ma una semplice comodità. SwanyPlaysGames ha anzi ammesso di preferire un tradizionale tasto per saltare, ma ha comunque respinto l’accusa che questa feature sia sintomo di una presunta sindrome da “TikTok brain”, come qualcuno l’ha definita.
La questione delle prestazioni su PlayStation 5 e Xbox
Parallelamente alle discussioni sulla gestione dei dialoghi, un altro nodo cruciale tiene banco tra i potenziali acquirenti, specialmente quelli che intendono giocare su console. La comunicazione di Pearl Abyss, fino a pochissimi giorni fa, si era concentrata quasi esclusivamente sulle prestazioni del titolo su personal computer di fascia alta, alimentando il timore – diventato presto un vero e proprio dibattito – che le versioni per PlayStation 5 e Xbox Series X|S potessero essere state trascurate o, peggio, che le loro condizioni fossero tali da suggerire un occultamento pre-lancio, evocando lo spettro del travagliato esordio di Cyberpunk 2077. Una preoccupazione, questa, che gli stessi responsabili delle relazioni pubbliche del team di sviluppo hanno dovuto affrontare pubblicamente, smentendo categoricamente l’intenzione di nascondere nulla.
A fugare almeno in parte questi dubbi ci hanno pensato alcuni nuovi video diffusi nelle ultime ore, che mostrano Crimson Desert in esecuzione su PlayStation 5, accompagnati da un approfondimento pubblicato sul PlayStation Blog. Pearl Abyss ha confermato l’implementazione di ottimizzazioni specifiche per la console di attuale generazione, con un occhio di riguardo per il modello Pro. Si parla dell’utilizzo di tecnologie come Geometry Shader Oversubscription e NGG Culling, pensate per gestire l’elevata densità poligonale del mondo di gioco senza sacrificare la resa visiva. Per quanto riguarda PS5 Pro, le promesse sono ancora più ambiziose: si punta a raggiungere risoluzioni 4K a frame rate più elevati, sfruttando al contempo le capacità migliorate del ray tracing e la versione aggiornata dell’upscaler PSSR (PlayStation Spectral Super Resolution).
Dettagli tecnici e l’attesa per i filmati di gioco
Queste rivelazioni tecniche, per quanto confortanti, non hanno del tutto spento la cautela nella community. Il comunicato ufficiale, pur dettagliando le tecnologie impiegate, non è sceso in cifre precise riguardo ai frame rate garantiti o alle risoluzioni dinamiche sulla base del carico di lavoro. L’impressione, per molti osservatori, è che Pearl Abyss stia ancora limando gli ultimi aspetti prestazionali, cercando di trovare il giusto equilibrio tra la mole imponente dell’open world – dichiaratamente più esteso di quello di Red Dead Redemption 2 – e la fluidità dell’esperienza su hardware dalle specifiche fisse come quello delle console. L’integrazione del DualSense, con il feedback aptico e i grilletti adattivi, è stata comunque confermata e dovrebbe garantire un livello di immersione superiore, specialmente durante gli scontri.
Resta, sullo sfondo, la sensazione che solo la visione di filmati di gioco estesi e non pilotati potrà dissipare definitivamente ogni perplessità. La strategia comunicativa di Pearl Abyss, incentrata per mesi sulla potenza del PC, ha inevitabilmente creato un’aspettativa molto alta, che ora le versioni console sono chiamate a soddisfare. La conferma che le recensioni ufficiali, previste per la vigilia del lancio, saranno basate esclusivamente sulla piattaforma PC non ha certo contribuito ad alleviare le ansie di chi gioca su PlayStation o Xbox. Il countdown verso il 19 marzo prosegue, dunque, in un clima di cauto ottimismo ma anche di attenta verifica: i prossimi giorni, con l’eventuale diffusione di ulteriore materiale, saranno decisivi per capire se l’opera di Pearl Abyss riuscirà a convincere anche la platea dei giocatori non PC.




