Caro energia, la Cna lancia l’allarme: 16,5 miliardi di extracosti per famiglie e imprese
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Redazione Economia
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Il caro energia ha imposto a famiglie e imprese italiane un extracosto stimato in circa 16,5 miliardi di euro rispetto ai valori medi di febbraio. L’allarme arriva dall’Ufficio Studi Cna, che nell’aggiornamento al 30 settembre evidenzia l’impatto della crisi energetica sui bilanci di cittadini e attività produttive.
Carburanti e consumi energetici spingono l’aumento dei costi
A determinare quasi la metà dell’aggravio complessivo sono stati i carburanti, con una spesa aggiuntiva valutata tra 7,4 e 7,6 miliardi di euro. L’aumento dei prezzi alla pompa ha rappresentato quindi una delle principali voci di pressione per famiglie e imprese, incidendo direttamente sui costi di trasporto e sugli spostamenti quotidiani.
Il conto energetico non riguarda però soltanto benzina e gasolio. La componente legata all’energia elettrica viene stimata tra 5,8 e 6 miliardi di euro, mentre il gas consumato direttamente da famiglie e imprese avrebbe generato un costo supplementare compreso tra 3 e 3,3 miliardi. La distribuzione degli aumenti mostra un effetto diffuso su diverse aree della spesa privata e produttiva.
L’impatto sui bilanci familiari tra bollette e beni essenziali
Il rincaro dell’energia si riflette anche sui prezzi dei beni e dei servizi acquistati dalle famiglie. Secondo il Codacons, l’effetto degli aumenti varia in base alla composizione del nucleo familiare e alla situazione economica, con differenze significative tra pensionati, single e famiglie con figli.
Le stime elaborate dall’associazione indicano maggiori uscite rispetto all’anno precedente a parità di consumi: 667 euro per un pensionato, 704 euro per un single under 35, 1.167 euro per una coppia senza figli, 976 euro per una famiglia monogenitoriale, 1.281 euro per una coppia con un figlio e 1.415 euro per un nucleo con due figli. Gli aumenti coinvolgono quindi sia le spese energetiche sia il costo complessivo della vita.
Le piccole imprese affrontano costi energetici superiori alla media europea
La pressione sui costi riguarda in modo particolare le piccole imprese, per le quali il peso delle bollette risulta più elevato rispetto ai concorrenti europei. Confartigianato ha evidenziato che per le piccole aziende italiane la spesa energetica è superiore del 47,4% rispetto alla media dell’Unione europea.
Secondo l’associazione, a incidere sulla competitività delle imprese non sono soltanto gli eventi internazionali legati ai mercati energetici, ma anche elementi strutturali del sistema nazionale. Il divario rispetto agli altri Paesi europei viene collegato soprattutto al livello dei costi sostenuti dalle aziende italiane per l’approvvigionamento energetico.
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