730 precompilato 2026, dal 30 aprile la consultazione e la scheda che evidenzia le anomalie
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Redazione Economia
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Il conto alla rovescia per la stagione dichiarativa, che coinvolge oltre 25 milioni di contribuenti, si è ufficialmente concluso. Dal pomeriggio di giovedì 30 aprile, l’agenzia delle Entrate mette a disposizione nella propria area riservata il modello 730 precompilato relativo all’anno d’imposta 2025, accessibile tramite Spid, Carta d’identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns). In questa prima finestra temporale, che si protrarrà fino al 14 maggio, il documento sarà fruibile esclusivamente in modalità di consultazione, una fase tecnica necessaria – spiegano dall’amministrazione finanziaria – per consentire verifiche e riscontri preliminari prima che scatti il semaforo verde per le modifiche e l’invio telematico vero e proprio.
Oltre un miliardo di dati e la nuova “cassetta degli attrezzi”
Per alimentare gli algoritmi che costruiscono queste dichiarazioni, il Fisco ha incassato un fiume di informazioni destinato a crescere di anno in anno: siamo di fronte a 1.310.002.501 dati, trasmessi da soggetti terzi come datori di lavoro, banche, farmacie e assicurazioni. A dominare la classifica di questo enorme flusso documentale sono, ancora una volta, le spese sanitarie – che da sole superano il miliardo di documenti – seguite dai premi assicurativi (circa 96,5 milioni) e dalle certificazioni uniche (oltre 71 milioni). In questa mole di informazioni, cresce però in modo esponenziale il peso di altre voci: le spese per l’abbonamento al trasporto pubblico registrano un incremento del 700%, mentre i redditi derivanti dalla vendita delle eccedenze degli impianti fotovoltaici (Gse) balzano del 300%, segno di una mappatura sempre più capillare della vita economica dei cittadini.
Proprio per orientarsi in questa giungla di cifre, diventa cruciale lo strumento che i tecnici dell’Agenzia definiscono la “cassetta degli attrezzi”. Si tratta del foglio informativo, un documento di sei pagine che affianca la dichiarazione precompilata. La sua funzione non è meramente descrittiva: in quelle pagine, il contribuente trova il primo vero e proprio check-up delle informazioni a sua disposizione, un’analisi che mette in luce – con avvisi chiari – le cose che non tornano o le incongruenze rilevate dal sistema.
Dalle anomalie alla modalità semplificata, cosa cambia dal 14 maggio
Se un dato fornito dalla banca o dalla farmacia presenta delle discordanze (rispetto a quanto dichiarato in passato o ad altre banche dati interne), il foglio informativo lo segnala, spiegando perché quel costo non è stato conteggiato automaticamente nella precompilata. Il contribuente, o il suo intermediario, diventa quindi consapevole dell’anomalia: potrà scegliere se accettare la rinuncia al bonus, correggere l’errore (fornendo eventualmente giustificativi) o confermare ugualmente il dato, esponendosi però ai successivi controlli formali dell’amministrazione. È una sorta di bilancino di precisione che sposta sul cittadino parte della responsabilità della verifica, riducendo il margine di errore passivo.
La nuova architettura delle detrazioni
Oltre agli aspetti procedurali, la dichiarazione dei redditi del 2026 assorbe le conseguenze della recente riforma fiscale. L’assetto dell’Irpef è ora strutturato su tre aliquote e i contribuenti vedranno applicati in automatico gli effetti del taglio del cuneo fiscale per il lavoro dipendente. Ci sono però delle novità sostanziali per chi possiede redditi elevati: nella precompilata troverà applicazione il meccanismo del “riordino delle detrazioni” introdotto dalla Legge di bilancio 2025. In pratica, per i redditi complessivi superiori a 75mila euro, il sistema calcolerà autonomamente un tetto massimo alle spese detraibili, un limite che varia in base non solo al reddito ma anche al numero di figli a carico (con soglie che vanno da un minimo di 8mila a un massimo di 14mila euro prima dell’applicazione dei coefficienti familiari).
Tra le altre voci che fanno il loro ingresso o vengono ritoccate, si segnala l’adeguamento della tassazione per i lavoratori frontalieri con la Svizzera, mentre sale il limite di spesa detraibile per le rette scolastiche e vengono inseriti i dati relativi al nuovo “bonus elettrodomestici” ad alta efficienza energetica, comunicati direttamente dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il cittadino che accederà al portale nella giornata del 30 aprile troverà quindi un quadro già ricco di dettagli, ma dovrà attendere la metà del prossimo mese per trasformare quella bozza digitale nell’invio definitivo.




