Stangata sulle vacanze degli italiani, con rincari che appaiono ingiustificati
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Redazione Economia
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Con l’estate ormai alle porte, milioni di italiani si preparano a partire, ma dovranno affrontare un carovita che rischia di trasformare il relax in un incubo. I dati preliminari dell’Istat confermano quello che molti avevano già intuito: i costi legati al turismo sono schizzati in maniera sproporzionata, tanto da spingere il Codacons a parlare di «aumenti ingiustificati». Se da un lato l’inflazione sembra aver rallentato la sua corsa rispetto agli ultimi due anni, dall’altro il settore turistico continua a gonfiare i prezzi senza che, almeno in apparenza, vi sia una reale giustificazione economica.
Le vacanze al mare, ad esempio, costeranno in media il 5,5% in più rispetto al 2024, secondo l’osservatorio Panorama Turismo - Mare Italia di Jfc. Un incremento che, sebbene meno marcato rispetto al passato, si somma a rincari già pesanti, rendendo sempre più difficile per le famiglie concedersi una settimana di riposo. A crescere non sono solo gli affitti o i pacchetti vacanza, ma anche i servizi correlati: dai biglietti aerei, saliti del 18%, ai ristoranti e agli stabilimenti balneari, che hanno aumentato i listini del 10%.
Dietro questa impennata, secondo gli analisti, ci sono diversi fattori. L’aumento del costo dell’energia, la ripresa della domanda turistica dopo la pandemia e la cronica mancanza di personale nel settore contribuiscono a spingere i prezzi verso l’alto. Ma non manca il sospetto che, in alcuni casi, si tratti di pura speculazione commerciale, sfruttando l’alta stagione per massimizzare i profitti.
Anche il mercato immobiliare turistico risente di questa tendenza. Secondo l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, le località di mare e lago hanno registrato un rialzo medio dell’1,5%, con picchi del 3,2% sulla sponda trentina del Garda. Un segnale che, nonostante le incertezze economiche, la voglia di vacanza resiste, anche se a prezzo più caro.




