Milano, al via la design week tra food gratis e installazioni “pop”: da IKEA a Franciacorta, ecco dove mangiare (senza pagare)
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Dal 20 al 26 aprile, come ogni anno quando il capoluogo lombardo si trasforma in una vetrina globale, il Fuorisalone non è solo una questione di sedie e lampade. Anzi, a differenza di quanto si potrebbe pensare osservando le lunghe code davanti alle installazioni più instagrammate – quelle che puntualmente scatenano la FOMO tra i “design addicted” – la vera anima della settimana si gioca spesso su un piano più terreno e, letteralmente, più gustoso. Lo conferma il dilagare di eventi food & beverage gratuiti disseminati nei distretti storici (Brera, Tortona, Porta Venezia) e persino in location inedite come la Torre Velasca o il Superstudio Village in Bovisa: una strategia, quest’ultima, che mira a decongestionare i percorsi tradizionali offrendo al visitatore una pausa di relax, magari sorseggiando un tè o assaggiando una pasta in edizione limitata.
Da IKEA alla Franciacorta, l’asse cibo-design si fa liquido
Se è vero che il design è ormai riconosciuto come disciplina totale, lo spazio espositivo di IKEA, situato in zona Porta Venezia, ne è la prova più lampante. Il colosso svedese, che da tempo investe sul concetto di “convivialità”, ha allestito “Food For Thought” presso lo Spazio Maiocchi: un’installazione partecipativa che fonde la cultura della cucina con i rituali domestici. Non si tratta solo di guardare, ma di assaggiare; un aspetto, questo, che trasforma il semplice visitatore in un attore dell’esperienza. Poco distante, nel cuore pulsante del quartiere, debutta per la prima volta il Porta Venezia Food District, un vero e proprio percorso enogastronomico diffuso che, a differenza delle aree più istituzionali, punta a valorizzare i locali storici e le botteghe di quartiere trasformandoli in tappe del circuito culturale.
Spostando l’attenzione verso la periferia creativa, non si può ignorare l’operazione di Franciacorta. Nel cuore del quartiere Bovisa, lo showroom Slowear ospita “Franciacorta Studio”, un progetto espositivo che, a dispetto del nome legato al vino, mette in dialogo la materia con il territorio. L’approccio qui è più sofisticato: si parla di trasformazione della materia – un principio che accomuna il marmo lavorato dall’artigiano e il vino che prende forma nella cantina – e le degustazioni diventano parte integrante del racconto culturale.
Street food, pasticceria e i colpi di scena firmati Coca-Cola
Per chi, invece, cerca la formula dell’ “aperitivo” in versione pop e mediatica, il Tortona District si conferma il regno dell’attivazione di marca. Coca-Cola, fedelissima alla design week milanese, ha allestito una “glass house” accogliente in via Tortona 33, un’oasi pensata per staccare la spina dai ritmi forsennati della città, offrendo bevande a zero calorie in un contesto immersivo. Non mancano le incursioni nel mondo del dolce, a dimostrazione che il Fuorisalone sa essere anche molto goloso. La storica pasticceria milanese Bindi, che quest’anno celebra ben 80 candeline, ha scelto di farlo in collaborazione con Nilufar Depot, realizzando un profiterole celebrativo in edizione limitata. La particolarità, in questo caso, risiede nel contenitore – un elegante vasetto in terracotta nera – che trasforma il dessert in un oggetto da collezione post-consumo.
Infine, c’è chi scommette sull’innovazione più radicale. Se passeggiando per Brera vi capitasse di imbattervi in De Cecco, sappiate che l’azienda abruzzese non ha portato solo la classica pasta. Il temporary shop in via Pontaccio ospita una limited edition che fonde estetica e gastronomia, con tanto di workshop dove il pubblico può letteralmente giocare con la pasta cruda per trasformarla in design. Sono tutte opportunità, queste, che rendono la settimana meno “snob” e sicuramente più accessibile, ricordandoci che a Milano – tra un temporale semi estivo e un raggio di sole – la bellezza si può anche (anzi, si deve) assaggiare.




