Bologna ai piedi di Ndoye: stagione mai vista, graffia anche il Milan. L'Europa è lì

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Bologna ha scritto una pagina di storia ieri sera, regalando ai suoi tifosi una vittoria che mancava da 23 anni contro il Milan al Dall’Ara. Un risultato che non solo ribalta il precedente 2-1, ma proietta i rossoblù al sesto posto in classifica, accarezzando l’idea di un ritorno in Europa. Una partita che, rinviata a fine ottobre per maltempo e accompagnata da non poche polemiche, ha visto i padroni di casa lottare con grinta e determinazione, superando un avversario che, pur forte, non è riuscito a mantenere il controllo del campo.

La sfida, iniziata in salita per il Bologna, ha visto Rafael Leao complicare le cose già nel primo tempo. Un guizzo del portoghese, nato da un’azione ben orchestrata con l’assist di Santiago Gimenez, ha portato il Milan in vantaggio, mettendo a dura prova la reazione dei rossoblù. Tuttavia, nonostante il momento difficile, il Bologna non ha perso la lucidità, dimostrando una capacità di reazione che ha caratterizzato tutta la loro stagione.

Al centro della scena, oltre al risultato, c’è stata la sfida tra i due Santiago: Castro per il Bologna e Gimenez per il Milan. Mentre il primo ha corso senza sosta dall’inizio alla fine, diventando uno dei protagonisti assoluti della partita, il secondo è rimasto piuttosto in ombra, fatta eccezione per l’assist decisivo a Leao. Una differenza di impatto che non è passata inosservata, tanto che il Corriere dello Sport ha sottolineato come “il vero Santi sia quello del Bologna”.

La vittoria, arrivata grazie a una prestazione collettiva di alto livello, non è solo un punto di svolta nella stagione del Bologna, ma rappresenta anche un campanello d’allarme per il Milan. I rossoneri, che pure hanno mostrato momenti di qualità, sembrano ancora lontani dalla forma migliore, con una squadra che fatica a trovare continuità. Giuseppe Pastore, giornalista, ha paragonato questa stagione milanista a quella del 2015-2016, definita “fallimentare” nonostante la finale di Coppa Italia persa contro Allegri. Un paragone che, seppur azzardato, riflette le difficoltà di una squadra ancora in cerca di equilibrio.

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