Leone XIV in Turchia, tra preghiera ecumenica e un gesto alla Moschea Blu
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Redazione Esteri
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Il viaggio di Papa Leone XIV in Turchia, giunto al suo terzo giorno, si è articolato attorno a due momenti distinti, sebbene accomunati dal tema dell'incontro tra fedi. Nella chiesa di San Giorgio, situata nel quartiere del Phanar a Istanbul, il Pontefice ha partecipato alla doxologia, una preghiera di lode trinitaria, in occasione della vigilia della memoria liturgica di sant'Andrea, patrono del Patriarcato ecumenico. Questo appuntamento, che si inserisce nel quadro del consueto scambio di delegazioni tra la Santa Sede e il Patriarcato per le rispettive feste dei santi patroni, ha offerto a Leone XIV la possibilità di auspicare, con parole che hanno riecheggiato sotto le volte dell'edificio sacro, la "piena comunione" fra tutti i cristiani, invocando al contempo Dio affinché esaudisca la supplica "per l'unità di tutti".
Un gesto diverso alla Moschea Blu
Una tappa significativa del percorso è stata quella alla Moschea Blu di Istanbul, dove il gesto di Leone XIV ha segnato una differenza rispetto ai suoi immediati predecessori. Entrato scalzo nell'edificio, come previsto dalla consuetudine, al muezzin che gli indicava la casa di Allah e gli chiedeva se intendesse pregare, il Papa ha risposto negativamente, dichiarando che avrebbe piuttosto "osservato in giro". Una scelta che si è distinta da quelle di Papa Francesco, nel 2014, e di Papa Benedetto XVI, nel 2006, i quali avevano invece compiuto un momento di preghiera silenziosa, un atto che all'epoca richiese una puntualizzazione vaticana per definirne la natura non come preghiera comune ma come "un'adorazione".
L'annuncio per il 2033 a Gerusalemme
Proprio nel solco del dialogo ecumenico, Leone XIV ha poi annunciato, durante il suo intervento nella chiesa di Mor Ephrem a Istanbul, un incontro con tutte le chiese che si terrà nel 2033 a Gerusalemme, "nel cenacolo, luogo dell'Ultima Cena di Gesù". Riferendosi al valore del Concilio di Nicea, di cui si celebra il millesettecentesimo anniversario, il Pontefice ha dunque tracciato una linea ideale che, partendo da quell'evento fondativo, guarda a un futuro appuntamento carico di significato simbolico, ribadendo come il suo viaggio abbia primariamente un significato di unità.
La commemorazione del Concilio di Nicea
Il momento culminante della visita è stato senza dubbio l'incontro ecumenico di preghiera per commemorare il Concilio di Nicea, tenutosi a Iznik, l'antica Nicea. In uno scenario suggestivo, di fronte ai resti della basilica di San Neofito sommersa dal lago, Leone XIV e Bartolomeo sono apparsi fianco a fianco, con ai loro lati l'icona di Gesù Cristo e quella del Concilio stesso, circondati da altri leader religiosi. In quell'occasione, il Papa ha ribadito un principio cardine, affermando che le religioni non possono e non devono giustificare in alcun modo la guerra e la violenza, richiamando così l'attenzione sulla responsabilità dei credenti e delle loro guide.




