La rabbia dei residenti del Corvetto e il caso Leoncavallo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Milano, nel quartiere Corvetto, dove è prevista la costruzione del nuovo stadio, la possibile ricollocazione del centro sociale Leoncavallo ha scatenato il malcontento di molti residenti. La prospettiva di veder insediare, in un’area destinata a un grande progetto urbano, la storica realtà autogestita – sgomberata da mesi dalla sua sede di via Watteau dopo trentun anni di occupazione – viene vissuta come una beffa e un tradimento delle aspettative. Le loro proteste, che si concentrano sulla percezione di una scelta calata dall’alto e poco rispettosa delle esigenze del quartiere, si scontrano con un dibattito più ampio che investe la memoria collettiva e il valore stesso dell’esperienza del Leoncavallo.

La questione giudiziaria e amministrativa che riguarda l’ex sede è complessa e ancora lontana da una soluzione. Qualsiasi ipotesi di demolizione dell’edificio di via Watteau, infatti, necessiterebbe del via libera della Soprintendenza, chiamata a esprimersi sul possibile interesse culturale dell’immobile. A rendere più intricata la faccenda è l’intervento del critico d’arte Vincenzo Trione e della storica dell’arte contemporanea Gabriella Di Milia, i quali hanno sottolineato come i murales che ne decorano le pareti, opera degli artisti dell’Happening Internazionale Underground, costituiscano un patrimonio artistico di rilievo, da alcuni definito, non senza enfasi, la “Cappella Sistina della contemporaneità”.

D’altro canto, l’onorevole Riccardo De Corato è tornato a ricordare, in merito alla storia del centro, gli episodi di violenza che ne hanno segnato il passato, rievocando il gravissimo aggressione subita il 5 giugno 1989, quando venne sprangato mentre si trovava in piazza a difendere alcuni giovani durante una manifestazione. Una ferita personale e politica che alimenta un punto di vista diametralmente opposto a quello di chi ne celebra la lunga stagione di attività culturali e politiche, nata nelle sue viscere sotterranee.

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