Il Leoncavallo, storia di cinquant'anni e di uno sgombero a sorpresa
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Redazione Interno
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Mezzo secolo di storia, controversa e intricata, si è bruscamente interrotta nella mattina del 21 agosto, quando le forze dell’ordine si sono presentate all’ingresso del Leoncavallo per eseguirne lo sgombero. L’operazione, che ha posto fine a una delle occupazioni più longeve d’Italia, giunge dopo una travagliata vicenda giudiziaria costellata da circa 130 rinvii, innumerevoli tentativi di mediazione e aspre contrapposizioni politiche.
La procedura, richiesta a più riprese dalla proprietà – il gruppo Cabassi – non era mai stata portata a compimento, sia per le valutazioni di ordine pubblico legate all’intensa frequentazione del luogo, sia per i ripetuti, sebbene infruttuosi, tentativi di accordo promossi dal Comune di Milano. Questa volta, tuttavia, la prefettura ha dato corso all’esecuzione, con tempistiche che hanno sollevato più di un interrogativo. L’ufficiale giudiziario, infatti, era atteso per il 9 settembre, fatto che rende l’intervento odierno una mossa inaspettata, tanto che il sindaco Giuseppe Sala ha dichiarato di non essere stato informato dell’azione imminente.




