Strage di Brandizzo, 24 indagati per omicidio colposo: cade l'accusa di dolo
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Redazione Interno
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Quella che doveva essere una notte di ordinaria manutenzione si è trasformata, tra il 30 e il 31 agosto 2023, in una delle più gravi tragedie sul lavoro degli ultimi anni. Alla stazione di Brandizzo, sulla linea Novara-Torino, cinque operai persero la vita mentre sostituivano un tratto di nove metri di rotaia, travolti da un treno che viaggiava a 160 chilometri orari. Ora, a quasi due anni dai fatti, la procura di Ivrea ha chiuso le indagini, notificando a 24 soggetti – tra cui 21 persone fisiche e tre società – l’ipotesi di reato di omicidio colposo.
L’accusa più grave, quella di omicidio volontario con dolo eventuale, inizialmente avanzata dai magistrati, è stata archiviata. Resta invece in piedi il capo d’imputazione per omicidio colposo, che coinvolge, a vario titolo, i responsabili della gestione del cantiere e delle procedure di sicurezza. Le vittime – Michael Zanera, 34 anni, Giuseppe Sorvillo, 43, Saverio Giuseppe Lombardo, 52, Giuseppe Aversa, 49, e Kevin Laganà, 22 – erano dipendenti della Sigifer, subappaltatrice incaricata dalla ditta Costruzioni linee ferroviarie, a sua volta scelta da Rfi.
L’inchiesta ha ricostruito una catena di responsabilità, evidenziando come il lavoro fosse stato affidato senza il rispetto delle normative. La mancanza di un piano operativo di sicurezza adeguato, l’assenza di segnalazioni efficaci e la velocità del convoglio – che non avrebbe dovuto transitare in quel tratto durante gli interventi – hanno contribuito alla dinamica dell’incidente.
Tra gli indagati figurano dirigenti e tecnici delle società coinvolte, oltre a funzionari di Rfi, chiamati a rispondere delle presunte negligenze nella supervisione del cantiere. Le indagini, condotte con l’ausilio di consulenti tecnici e perizie, hanno escluso la volontarietà dell’evento, ma non le gravi omissioni che lo hanno reso possibile.




