Olio d'oliva, Umbria tra abbondanza e calo delle rese

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La stagione olearia 2024 in Umbria si prospetta ricca di olive, con un aumento della produzione tra il 30 e il 40%, secondo quanto riportato dall'Assoprol, l'organizzazione dei produttori olivicoli umbri, attraverso il suo presidente Marco Viola. Tuttavia, nonostante l'abbondanza di olive, le rese in olio al frantoio sono in calo del 30% rispetto all'anno precedente, un dato che preoccupa gli olivicoltori della regione.

I prezzi dell'olio di oliva, secondo Bruno Seabra, direttore generale di Carapelli Italia, non torneranno ai livelli precedenti. Seabra afferma che una remunerazione adeguata per gli olivicoltori non può essere inferiore a 3,5 euro al chilo, e prevede che i prezzi non scenderanno del 40% quest'anno. Questa previsione si inserisce in un contesto di discussioni accese sul prezzo al litro dell'olio extravergine di oliva, con molti che ritengono eccessivo vendere il prodotto a 14-15 euro al litro, come accaduto nella precedente campagna, soprattutto in una stagione più abbondante.

A livello mondiale, la produzione di olio d'oliva è stimata in aumento del 23%, con la Spagna e la Tunisia che registrano incrementi del 58%. L'Italia, invece, è l'unico grande produttore a segnare un calo del 32% rispetto all'anno precedente. Le prime stime produttive per la campagna 2024/25, evidenziate dal report di Ismea mercati, indicano un aumento dei volumi rispetto ai 2,5 milioni di tonnellate della stagione precedente, ma il risultato è comunque lontano dalle aspettative primaverili.

In questo scenario, gli olivicoltori umbri si trovano a dover affrontare una situazione complessa: da un lato, la soddisfazione per una produzione abbondante di olive; dall'altro, la preoccupazione per le rese in calo e per i prezzi dell'olio che, secondo le previsioni, non torneranno ai livelli precedenti.

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