Campagna olearia in Umbria, produzione in crescita, ma rese in calo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La nuova campagna olearia in Umbria è ufficialmente iniziata, segnando un aumento significativo della produzione di olive rispetto all'anno precedente. Tuttavia, nonostante la quantità di olive sia cresciuta di un 30-40%, le rese in olio al frantoio risultano in calo di circa il 30% rispetto alla scorsa stagione. Questo fenomeno, che potrebbe sembrare paradossale, è dovuto a vari fattori, tra cui le condizioni climatiche e le tecniche di coltivazione adottate.

Marco Viola, presidente di Assoprol, l'organizzazione dei produttori olivicoli dell'Umbria, ha sottolineato l'importanza di valutare il prezzo dell'olio extravergine di oliva umbro sulla base di dati reali della campagna olearia, piuttosto che su considerazioni approssimative e di parte. Viola ha criticato l'approccio di legare il valore dell'olio esclusivamente alla quantità di olive prodotte, definendolo degradante e umiliante per gli sforzi degli olivicoltori.

La discussione sui prezzi dell'olio extravergine di oliva si riaccende ogni anno con l'inizio della stagione olearia. Vendere il prodotto a 14-15 euro al litro, come accaduto nella precedente campagna, sembra eccessivo a fronte di una stagione più abbondante, con gli ulivi carichi di olive. Molti ritengono che, se l'offerta è ampia, il prezzo dovrebbe diminuire. Tuttavia, la realtà del mercato è più complessa e richiede una valutazione attenta e ponderata.

A livello nazionale, l'Italia è l'unico grande produttore di olio d'oliva a registrare un calo di produzione rispetto all'anno precedente, con una diminuzione stimata del 32%. Al contrario, la Spagna e la Tunisia hanno registrato aumenti significativi, rispettivamente del 58% e del 23%.

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