La regola dell’equilibrio, il finale di stagione tra rivelazioni scomode e un amore inaspettato
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Si chiude stasera su Rai 1 il sipario sulla prima stagione di Guerrieri – La regola dell’equilibrio, la serie tratta dai romanzi di Gianrico Carofiglio che ha visto Alessandro Gassmann calarsi nei panni dell’avvocato penalista barese. L’appuntamento, fissato per le 21:30, rappresenta un arrivederci più che un addio: Gassmann stesso, nel corso della sua partecipazione al Bif&st di Bari, ha già avuto modo di confermare che si farà una seconda stagione, legando ulteriormente il suo percorso professionale alla città pugliese e al personaggio di Guido Guerrieri. La quarta e ultima puntata, però, promette di mettere il protagonista di fronte a un bivio, non solo professionale ma anche profondamente intimo, gettando le basi per gli sviluppi futuri.
La resa dei conti con il passato e il tradimento dell’amico
Il cuore pulsante di questo finale, così come era stato anticipato dalle trame delle scorse settimane, risiede nella frattura che si apre nel rapporto tra Guerrieri e il suo amico magistrato, Piero Larocca. La tensione accumulata lungo i precedenti episodi esplode quando Guido, mosso da un istinto che forse vorrebbe rimanere incredulo, scopre l’inconfessabile: Larocca, candidato alla presidenza del tribunale di Bari, è corrotto. Una rivelazione che non solo mette in crisi la fiducia dell’avvocato nei confronti di un’istituzione che dovrebbe rappresentare l’equità, ma lo costringe a fare i conti con il crollo di un’amicizia che sembrava incrollabile. L’indagine, che aveva già portato alla luce gli intrighi dell’imprenditore Ghilardi e del suo spregiudicato avvocato d’affari Corsano, si intreccia così con la vita personale del protagonista, costringendolo a scegliere se prevalga il legame affettivo o il senso di giustizia.
L’ombra del ring e l’ingresso di una nuova inquilina
Parallelamente alla vicenda giudiziaria, il finale di stagione riporta Guerrieri in un luogo a lui caro, se non altro per una disciplina che rappresenta una valvola di sfogo: la boxe. L’avvocato si trova infatti a difendere in aula il suo maestro di pugilato, Quintavalle, un caso che, al pari della difesa della pastaia di Bari Vecchia vista in una delle puntate precedenti, riporta la narrazione a una dimensione più umana e radicata nel tessuto sociale barese. Se da un lato il caso di Quintavalle richiama Guerrieri a un senso del dovere quasi filiale verso chi gli ha insegnato il mestiere dei pugni, dall’altro la sua vita privata subisce una scossa inaspettata con l’arrivo di una nuova inquilina nel palazzo. Una violoncellista di nome Margherita, destinata a far breccia nel cuore dell’avvocato, costringendo quell’uomo così abile a destreggiarsi tra le crepe delle leggi e le fragilità altrui a confrontarsi con le sue.
Un format solido che guarda già al futuro
Il percorso di questa prima stagione, composta da otto episodi trasmessi in quattro serate, ha confermato la capacità della fiction Rai di costruire personaggi riconoscibili, spostando l’asse narrativo dal semplice caso giudiziario all’approfondimento psicologico. Già dal debutto del 9 marzo, con oltre 3,8 milioni di spettatori e un ampio consenso di share, la serie aveva dimostrato di saper vincere la sfida degli ascolti, proponendo una narrazione che richiede attenzione ma che paga in termini di fedeltà del pubblico. Con il finale in onda stasera, la produzione non solo chiude i conti aperti con le vicende di questa prima tranche di episodi, ma lascia volutamente delle porte aperte. Gassmann ha parlato di una “scommessa complessa” quella di trasporre la scrittura densa di Carofiglio in un prodotto televisivo, ammettendo di riconoscersi nella fragilità e nella capacità di chiedere scusa che contraddistinguono il personaggio. Proprio questa complessità, che ha fatto della serie una delle proposte più riconoscibili della recente produzione Rai, sarà il filo conduttore che riprenderà nella prossima stagione, pronta a scavare ancora più a fondo nella psicologia di un uomo che difende gli altri ma fatica a trovare un equilibrio con se stesso.




