La Fia modifica il format Sprint: più tempo alle FP1 in caso di bandiera rossa
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Redazione Sport
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La Formula 1, in costante evoluzione nella ricerca di uno spettacolo più equilibrato e di sessioni tecnicamente significative, ha apportato una modifica regolamentare specifica per i weekend che adottano il controverso format Sprint. Durante l’ultima riunione del Consiglio Mondiale della Fia, è stato infatti approvato un emendamento che interessa direttamente la prima sessione di prove libere del venerdì, la FP1, la cui utilità nelle gare con Sprint è stata spesso messa in discussione. La novità principale, destinata a entrare in vigore a partire dalla stagione 2026, stabilisce che la durata della sessione possa essere estesa oltre il canonico orario nel caso in cui essa venga interrotta da una bandiera rossa. Una decisione che, sebbene di carattere procedurale, risponde a precise esigenze emerse durante lo svolgimento delle competizioni degli ultimi anni, segnate da sessioni talvolta frammentate da incidenti e interruzioni che ne hanno limitato il valore pratico per le squadre.
Il razionale tecnico dietro la modifica
L’intervento normativo, il cui scopo è garantire un tempo di pista minimo e di qualità per la raccolta dati, si applica in uno scenario ben preciso. Se una bandiera rossa ferma la sessione prima dell’ultimo quarto d’ora – ovvero nei primi quarantacinque minuti dei sessanta totali programmati – la direzione di gara avrà la facoltà di allungare la FP1, compensando il tempo effettivamente perso a causa dell’interruzione. Si tratta di una correzione mirata, volta a ovviare a uno dei difetti strutturali più discussi del weekend Sprint: la pressoché totale assenza di tempo per le regolazioni tra le qualifiche del venerdì – che decidono la griglia della Sprint – e la corsa breve del sabato. Le squadre, che devono affrontare un parco chiuso dopo le FP1, si trovano così a gestire la Sprint e la successiva qualifica per la gara principale basandosi su informazioni raccolte in una finestra temporale ristretta, la cui eventuale compromissione rischiava di penalizzare in modo rilevante l’intero fine settimana.
Il contesto più ampio della rivoluzione 2026
Questa modifica, per quanto focalizzata su un aspetto sportivo, si inserisce in un quadro di cambiamenti ben più radicali che stanno plasmando il futuro della massima categoria. Il 2026, infatti, non porterà solo aggiustamenti al format delle gare, ma segnerà una vera e propria rivoluzione tecnologica con l’introduzione di Power Unit completamente ridisegnate e di nuovi concetti aerodinamici. In quest’ottica, la Fia ha lavorato anche per semplificare la nomenclatura delle modalità di guida che diverranno operative con le nuove monoposto, le quali avranno a disposizione sistemi di aerodinamica attiva e una modalità di sorpasso dedicata. Nomi come “X-mode” o “Z-mode”, presentati in una prima bozza, verranno rivisti per evitare fraintendimenti, indicando una maggiore attenzione alla chiarezza delle regole in un ecosistema tecnico destinato a diventare ancor più complesso.
Una risposta a stagioni di critiche
L’adeguamento regolamentare rappresenta, in definitiva, la risposta istituzionale alle critiche sollevate da piloti e team manager sulle sessioni di prove libere ritenute insufficienti o troppo condizionate dal caso. La possibilità di recuperare minuti preziosi dopo un’interruzione grave – evitando che una bandiera rossa nei primi istanti della FP1 vanifichi l’unica opportunità di testare l’assetto in condizioni di carico carburante e pneumatici simulate – mira a restituire competitività e preparazione tecnica al centro del fine settimana. Mentre il Circus si appresta a una pausa invernale dopo gli ultimi test, l’attenzione dei tecnici è già proiettata verso le sfide del 2026, un anno che promette di riscrivere, ancora una volta, i parametri stessi dell’ingegneria e della strategia in pista.




