Ricordando le Foibe: Mattarella sottolinea l'importanza della memoria
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La tragedia delle Foibe
Le Foibe, insieme all'esodo giuliano-dalmata, sono state descritte come un muro di silenzio e di oblio. Questo muro, secondo Mattarella, era un misto di imbarazzo, opportunismo politico e talvolta di grave superficialità. Migliaia di italiani furono massacrati nelle Foibe o inghiottiti nei campi di concentramento, costretti ad abbandonare le loro case, i loro averi, i loro ricordi, le loro speranze, le terre dove avevano vissuto, di fronte alla minaccia dell’imprigionamento se non dell’eliminazione fisica.
Il Giorno del Ricordo
Durante la celebrazione della Giornata del Ricordo al Quirinale, Mattarella ha sottolineato che queste vicende costituiscono una tragedia che non può essere dimenticata. Ha affermato che non si possono cancellare pagine di storia tragiche e duramente sofferte, e che i tentativi di oblio, o di negazione, o di minimizzare sono un affronto alle vittime, alle loro famiglie e un danno inestimabile per la coscienza collettiva di un popolo e di una Nazione.
L'Europa come antidoto
Secondo Mattarella, l'antidoto a queste tragedie è l'Europa. Ha affermato che l'Europa ha fatto cadere il nostro "muro di Berlino", che passava per il confine orientale, per la cortina di ferro che separava in due Gorizia, allontanando e smembrando territori, famiglie, affetti, consuetudini, appartenenze. Questa affermazione sottolinea l'importanza dell'unità europea nel superare le divisioni del passato e nel costruire un futuro di pace e di cooperazione.




