Lo sfregio alle foibe e la battaglia sulla memoria al Parlamento Ue

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nove eurodeputati socialisti sloveni e croati hanno rivolto un appello alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, chiedendo di bloccare la mostra organizzata da Fratelli d’Italia a Strasburgo, dedicata alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata. La richiesta, avanzata attraverso una lettera formale, accusa l’esposizione di rappresentare una “totale distorsione dei fatti” e di offrire una narrazione “fuorviante” di un capitolo storico che, pur doloroso, rimane oggetto di aspre controversie tra le parti coinvolte.

La mostra, che ripercorre le vicende degli infoibati e degli esuli istriani, fiumani e giuliano-dalmati nel secondo dopoguerra, è stata voluta da Fratelli d’Italia per ribadire l’importanza della memoria storica come strumento di riconciliazione. Tuttavia, i parlamentari sloveni e croati, legati a un’ideologia che ancora oggi fatica a confrontarsi con le ombre del passato, hanno definito l’iniziativa come un tentativo di “riscrivere la storia”, alimentando tensioni che affondano le radici in antiche divisioni politiche e culturali.

Da parte sua, il capo delegazione di Fratelli d’Italia-ECR al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, ha replicato sottolineando come la mostra non sia stata concepita per alimentare polemiche, ma per ricordare una pagina tragica del Novecento, che ha visto migliaia di italiani vittime di violenze e costretti all’esodo dai territori dell’Istria e della Dalmazia. “Un capitolo doloroso”, ha dichiarato Fidanza, “ma che non può essere rimosso dalla memoria collettiva”.

Intanto, in Italia, il sottosegretario Rauti ha partecipato a Padova al “Treno del Ricordo”, un’iniziativa che, attraverso testimonianze e documenti, mira a preservare la memoria degli eventi legati alle foibe e all’esodo. “Ricordare per costruire una memoria condivisa”, ha affermato Rauti, ribadendo come quella degli infoibati e degli esuli sia una storia che appartiene all’intero Paese, e non solo a chi l’ha vissuta in prima persona.

Parallelamente, a Molfetta, lo spettacolo “Mili muoi, l’esodo dei miei” ha portato sul palco la vicenda umana di Carlo Colombo, raccontando attraverso musica e parole il dramma di chi ha dovuto abbandonare la propria terra. Un modo per tenere viva la memoria, che si intreccia con le iniziative istituzionali e con le polemiche sollevate a livello europeo.

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