Missili iraniani alla Russia. Nuove sanzioni e tensioni internazionali

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Gli Stati Uniti hanno esteso le sanzioni contro l'Iran, accusandolo di aver fornito missili balistici alla Russia. La notizia, confermata da fonti militari e d'intelligence, ha scatenato una serie di reazioni a catena. Berlino, Parigi e Londra, nel formato "E3", hanno annunciato l'adozione di dazi e l'Alto rappresentante per la politica estera dell'UE, Josep Borrell, ha presentato un pacchetto di "misure mirate" contro Teheran.

Secondo le rivelazioni del Times del 7 settembre, l'Iran avrebbe consegnato alla Russia 200 missili balistici Fath-360 attraverso il Mar Caspio. Questi missili, con un raggio d'azione di 120 chilometri e una carica esplosiva di 150 chili, sono stati progettati per colpire obiettivi ucraini a distanza non troppo estesa, risparmiando così i più potenti Iskander, che possono raggiungere obiettivi a 500 chilometri di distanza con testate da 700 chili.

La notizia delle forniture di missili balistici iraniani alla Russia non è nuova. Già in agosto era trapelata l'informazione che militari russi si addestrassero in Iran all'impiego di questi missili. Tuttavia, la conferma ufficiale ha portato a un'escalation delle tensioni internazionali. Gli Stati Uniti e i loro alleati europei hanno reagito con un ulteriore pacchetto di sanzioni, mentre l'Iran ha minacciato di prendere "misure appropriate e proporzionate" in risposta alle sanzioni "ostili".

La fornitura di missili balistici alla Russia rappresenta un ulteriore passo nella collaborazione militare tra Teheran e Mosca. Questa alleanza, che si è rafforzata negli ultimi anni, ha suscitato preoccupazioni in Occidente, soprattutto per le implicazioni sulla sicurezza regionale e globale.

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