Dino Pes detto Velluto vince il Palio di Asti 2026 per San Martino-San Rocco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ha aspettato il momento giusto e poi ha colpito. Dino Pes, il fantino sardo che tutti conoscono con il soprannome di Velluto, ha scritto un'altra pagina importante della sua carriera vincendo il Palio di Asti 2026. A 44 anni, un'età in cui molti colleghi hanno già appeso il giubbetto al chiodo, ha dimostrato che l'esperienza e la pazienza possono ancora fare la differenza in una corsa vissuta sul filo del rasoio.

Per il rione San Martino-Borgo San Rocco si tratta di un ritorno alla vittoria che mancava da quattordici lunghi anni, e l'attesa ha reso l'exploit ancora più dolce per i sostenitori accorsi in massa in Piazza Alfieri.

L'ultimo assalto al traguardo

Il verdetto della corsa è arrivato solo nelle battute finali, quando Velluto ha saputo sfruttare una situazione che sembrava ormai compromessa per molti dei presenti. Un signore, ancora visibilmente commosso, ha commentato a caldo la sensazione di un successo che appare tanto più prezioso quanto più era stato dato per scontato l'esito opposto.

La vittoria di San Martino-San Rocco ha trasformato il tracciato della pista in un mare di bianco e verde, con i sostenitori che hanno invaso letteralmente lo spazio della competizione festeggiando un evento che per il borgo assume un significato profondo e identitario.

Un'organizzazione sanitaria senza precedenti

La scelta di disputare la corsa in uno dei weekend più torridi dell'estate aveva messo in allarme gli organizzatori ben prima dello start. La macchina sanitaria, coordinata dalla S.C. Emergenza Sanitaria Territoriale 118 di Alessandria per conto di Azienda Zero, ha allestito un presidio imponente per gestire le conseguenze del caldo afoso che ha accompagnato la giornata. Il personale infermieristico e medico dell'Irccs Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria è stato schierato per garantire interventi tempestivi in caso di malori.

Così, tra piccoli traumi e qualche svenimento, la risposta dei soccorsi ha tenuto sotto controllo la situazione senza che si registrassero conseguenze gravi per il pubblico o per i protagonisti in pista.

L'attesa del rione e la gioia dei più piccoli

L'ultima volta che il rione aveva potuto alzare il drappo risaliva al 2012, e quel lasso di tempo ha caricato l'intera frazione di una tensione che si è sciolta solo in un istante. Tra la folla in festa, una bambina in lacrime ha confessato di non credere ai propri occhi, convinta fino all'ultimo che la vittoria fosse destinata ad altri. L'emozione ha contagiato ogni fascia d'età, dagli anziani che ricordano le imprese passate fino ai giovanissimi che per la prima volta hanno vissuto l'esplosione di gioia collettiva che solo un Palio può regalare.

Un diamante grezzo da custodire

L'edizione 2026 resterà negli annali per l'intensità delle emozioni provate dagli spettatori, che hanno assistito a una corsa punteggiata da numerose partenze false e caratterizzata da un andamento incerto fino al traguardo. Per Dino Pes, che ad Asti aveva già vinto nel 2019, si tratta di una conferma importante dopo una carriera costruita con vittorie in tutta Italia.

La sua dedica alla moglie, arrivata subito dopo il passaggio sotto il verdetto, è stato l'unico gesto personale in una giornata che ha visto trionfare l'intero rione, sommerso dall'affetto dei suoi tifosi che hanno trasformato Piazza Alfieri in un angolo di San Martino e San Rocco.

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