Crans-Montana, la lunga battaglia per la pelle dei ragazzi ustionati
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Redazione Interno
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Undici giovani italiani, tra i feriti dell'incendio divampato la notte di Capodanno nel bar “Le Constellation” di Crans-Montana, sono ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano, dove i medici hanno definito la loro condizione come “una vera e propria battaglia”. Mentre si attende oggi il rientro in Italia anche di Leonardo, finora in cura a Zurigo, e il trasferimento a Torino dell'ultima ragazza, Elsa, l'attenzione degli specialisti si concentra sulle terapie più avanzate per affrontare ustioni che, in alcuni casi, coinvolgono fino al settanta per cento della superficie Corporea.
Il gel che elimina l'escara senza bisturi
In questo scenario clinico così delicato, caratterizzato da una corsa contro il tempo per scongiurare infezioni e stabilizzare le funzioni vitali, i sanitari del Niguarda hanno fatto ricorso a un farmaco innovativo di origine israeliana, il NexoBrid. Si tratta di un gel, il cui principio attivo è la bromelina, un concentrato di enzimi estratti dal gambo dell'ananas, che agisce sciogliendo selettivamente il tessuto necrotico, la cosiddetta escara, senza dover necessariamente intervenire chirurgicamente. Una soluzione, questa, che consente di preparare il letto della ferita per i successivi innesti cutanei con minore trauma per il paziente, già fortemente debilitato dalla risposta sistemica dell'organismo all'ustione.
La maratona clinica dopo il trauma
La guarigione da ustioni così estese, infatti, è un processo lungo e faticoso, una vera e propria maratona che impone ai corpi di sostenere uno sforzo immenso. La pelle, la cui funzione di barriera protettiva è stata gravemente compromessa, deve essere ricostruita passo dopo passo, mentre l'intero organismo è impegnato a contrastare il rischio di sepsi e a mantenere l'equilibrio idro-elettrolitico. I medici devono pertanto gestire una complessa fase acuta, durante la quale la rimozione del tessuto morto è solo il primo, sebbene cruciale, step di un percorso riabilitativo che durerà mesi.
La ricerca al servizio dell'emergenza
L'utilizzo del farmaco israeliano in questo caso specifico rappresenta un esempio di come la ricerca scientifica più avanzata possa incontrare con efficacia le esigenze della medicina d'urgenza. In situazioni di estrema gravità, dove ogni intervento deve essere calibrato per massimizzare l'efficacia e ridurre al minimo l'ulteriore stress per il paziente, la disponibilità di strumenti terapeutici come il NexoBrid offre una possibilità in più. Rimane, tuttavia, centrale il lavoro di squadra delle équipe specializzate nei grandi ustionati, chiamate a prendersi cura non solo delle ferite visibili, ma di un organismo intero sottoposto a uno shock profondo.




