Crans-Montana, le salme dei ragazzi italiani tornano in patria con un volo di Stato
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Redazione Interno
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Un silenzio carico di dolore ha accompagnato questa mattina le operazioni di imbarco all’aeroporto di Sion, in Svizzera, dove un C-130 dell’Aeronautica Militare Italiana ha preso a bordo cinque delle sei vittime italiane dell’incendio divampato nella discoteca ‘Le Constellation’ nella notte di Capodanno. Le bare, avvolte in un sudario bianco, hanno ricevuto l’estremo saluto di un picchetto d’onore delle autorità elvetiche prima di iniziare il viaggio di ritorno verso casa, un percorso che segna la chiusura di una prima, dolorosissima fase dopo le complesse operazioni di identificazione dei resti, concluse ieri e che hanno riguardato tutte le quaranta persone decedute, tra le quali nove minorenni – la più giovane aveva appena quattordici anni – in quella che si configura come una delle più gravi tragedie avvenute in Europa in tempi recenti.
L’atterraggio a Linate e l’ultimo trasferimento
L’aereo, decollato alle undici, ha toccato la pista di Milano Linate poco prima di mezzogiorno, dove ad attenderlo, in rappresentanza delle istituzioni nazionali, era presente il presidente del Senato Ignazio La Russa. Da qui, attraverso un trasferimento via terra che evoca un corteo funebre disseminato per la penisola, i feretri prenderanno strade diverse. Achille Barosi e Chiara Costanzo, entrambi sedicenni, rimarranno nel capoluogo lombardo; quello del loro coetaneo Giovanni Tamburi sarà invece diretto a Bologna, mentre Genova accoglierà Emanuele Galeppini, che avrebbe compiuto diciassette anni. Una separazione fisica, questa, che riflette la geografia di un lutto collettivo che ha toccato simultaneamente diverse regioni, unendole in un’unica, straziante vicenda.
La sesta vittima e la vicinanza delle istituzioni
Il sesto feretro, quello di Sofia Prosperi – la giovane che risiedeva stabilmente a Lugano e per la quale, verosimilmente, si sono svolte o si svolgeranno direttamente in Svizzera le rispettive formalità – non è stato imbarcato sul velivolo militare. Un dettaglio che non attenua, tuttavia, il senso di una perdita percepita come nazionale, come ha sottolineato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il quale, pur non essendo fisicamente presente sulla pista, ha voluto esprimere attraverso un messaggio la vicinanza dell’intero paese ai familiari, molti dei quali hanno vissuto giorni di angosciosa attesa per il riconoscimento ufficiale dei propri cari.
Le indagini e il percorso giudiziario
Mentre le salme compiono il loro ultimo viaggio, le procure competenti – sia svizzera che italiana, quest’ultima per quanto riguarda i profili di eventuali responsabilità collegate all’organizzazione del viaggio – hanno avviato i loro accertamenti. Le inchieste, com’è noto, si concentrano sulle dinamiche che hanno portato al rapido divampare delle fiamme all’interno del locale, esaminando nel dettaglio le condizioni di sicurezza dei locali e le possibili concause dell’incidente. Un lavoro meticoloso, quello degli investigatori, che procede parallelamente al cordoglio, nella ricerca di quelle risposte che la scienza e la legge possono fornire, nella speranza di delineare con precisione una catena di eventi la cui conclusione ha lasciato un segno indelebile.




