Tempesta di vento a Montemurlo e Prato, raffiche fino a 100 km/h: alberi caduti e sottopassi allagati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La furia del vento e dell'acqua non ha risparmiato il territorio pratese tra la serata di giovedì 20 agosto e il pomeriggio di venerdì 21, con due ondate di maltempo che hanno messo a dura prova la viabilità e il patrimonio arboreo della zona. A Montemurlo, dove il sindaco Simone Calamai ha attivato il Coc, il centro operativo di protezione civile comunale, in concomitanza con l'allerta meteo arancione decretata dalla protezione civile regionale, il bilancio dei danni registra l'abbattimento di numerosi rami e alberi.

Tra questi, a finire al centro dell'attenzione è stato il secolare gelso di Cicignano, un esemplare di rilevante valore storico e paesaggistico per la comunità locale, che ha subito danni significativi a causa delle fortissime raffiche di vento che hanno caratterizzato il temporale di giovedì sera.

L’intensità del fenomeno atmosferico e i numeri dell’emergenza

Sebbene le precipitazioni abbiano fatto registrare solo 12 mm di pioggia nel corso dell'evento che si è abbattuto tra le 20:45 e le 21 di giovedì, la vera protagonista del maltempo è stata la forza del vento, con raffiche che secondo le rilevazioni dei tecnici hanno superato i 100 km/h. Un fenomeno, questo, identificato dagli esperti come downburst, ovvero un forte flusso d'aria discendente che, una volta impattato al suolo, si propaga in modo rettilineo e lineare, causando danni che spesso vengono erroneamente scambiati per quelli di una tromba d'aria o di una bomba d'acqua.

La violenza del vento, in particolare, ha sradicato alcuni alberi di grandi dimensioni e spezzato rami di notevole grossezza, costringendo le squadre dei vigili del fuoco e della protezione civile a intervenire in decine di punti diversi del territorio per mettere in sicurezza le aree pubbliche e liberare le carreggiate.

Le ripercussioni sulla viabilità e gli interventi di messa in sicurezza

La prima perturbazione, quella di giovedì sera, aveva già creato le premesse per una notte di lavoro per gli operatori, ma è stato il secondo fronte temporalesco, abbattutosi su Prato intorno alle ore 13 di venerdì, a generare le criticità maggiori sul fronte della viabilità urbana. La pioggia battente e le raffiche di vento da Ovest e Sud-Ovest hanno provocato numerosi allagamenti e la caduta di ulteriori alberi, determinando la chiusura temporanea di alcuni tra i sottopassi più trafficati della città.

Il sottopasso di Pratilia, lungo il viale Leonardo da Vinci in direzione Pistoia, è stato interessato da problemi di allagamento che ne hanno causato la chiusura, mentre il sottopasso di via Suor Niccolina, situato in viale Nam Dinh, ha subito la medesima sorte con accumuli d'acqua che hanno reso impraticabile il transito in entrambe le direzioni.

Le squadre operative sono state impegnate a lungo per ripristinare le condizioni di sicurezza, con interventi mirati al drenaggio dell'acqua e alla rimozione dei detriti trasportati dalla corrente. Sebbene la maggior parte delle situazioni critiche sia stata risolta o sia in via di risoluzione già dalla tarda serata di venerdì, restano ancora numerosi tronchi e rami sparsi su alcune strade secondarie e lungo le vie di campagna, che saranno rimossi nelle prossime ore per evitare ulteriori disagi alla circolazione veicolare.

L'amministrazione comunale ha confermato che la situazione è sotto controllo e che non si registrano nuove segnalazioni di allagamenti rilevanti, con i sottopassi di Pratilia e Capezzana che stanno gradualmente tornando a essere percorribili.

L’impatto sul patrimonio storico e la risposta della macchina organizzativa

Il danno più doloroso sul piano simbolico resta però quello che ha colpito il gelso di Cicignano a Montemurlo, un albero che rappresentava un punto di riferimento per il quartiere e che, con i suoi rami secolari, aveva resistito a decenni di intemperie prima di cedere sotto la spinta delle raffiche di vento di giovedì sera. La caduta di questo esemplare storico ha suscitato rammarico tra gli abitanti e ha acceso un dibattito sulla necessità di una manutenzione più attenta del patrimonio arboreo cittadino, esposto a eventi meteorologici sempre più estremi.

L'attivazione tempestiva del Coc da parte del primo cittadino ha consentito di coordinare sin da subito gli interventi di soccorso e di monitorare costantemente l'evolversi della situazione, con un occhio di riguardo alle aree a rischio idrogeologico e idraulico già segnalate nell'allerta arancione.

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