Asti-Cuneo finalmente completa, ma il sindaco di Alba: “Ora serve l’adeguamento della tangenziale”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è svolta lunedì 20 aprile, a Roddi, presso il Campo Base Itinera, la cerimonia ufficiale che ha sancito l’apertura completa dell’autostrada Asti-Cuneo. Dopo oltre trent’anni – un’attesa costellata da infinite polemiche e da cantieri che sembravano non voler finire mai – l’infrastruttura è finalmente percorribile a quattro corsie per tutta la sua estensione. All’evento, che ha visto il taglio del nastro da parte delle massime autorità, hanno preso parte il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’Amministratore Delegato del Gruppo ASTM Umberto Tosoni e l’Amministratore Delegato di Asti Cuneo Bernardo Magrì. Un traguardo storico, questo, che tuttavia non ha spento le richieste di ulteriori interventi da parte di chi quel territorio lo vive ogni giorno.

L’appello di Gatto e Fenocchio: non è finita qui

Presenti tra le autorità locali, il sindaco di Alba Alberto Gatto e l’assessore ai Lavori pubblici Edoardo Fenocchio non hanno nascosto la loro soddisfazione per il traguardo raggiunto, ma hanno voluto subito rivolgere lo sguardo al futuro. Se da un lato hanno riconosciuto il valore strategico del collegamento – capace finalmente di accorciare le distanze tra Cuneo e Torino – dall’altro hanno lanciato un avvertimento preciso alle istituzioni. “La partita delle infrastrutture per il nostro territorio – hanno dichiarato a margine della cerimonia – non si deve esaurire qui”. Il loro ragionamento, esposto con la chiarezza di chi amministra una città trafficata come Alba, parte da un presupposto oggettivo: se l’autostrada è finita, la viabilità locale rischia di collassare sotto il peso del traffico in ingresso.

Il nodo della tangenziale albese e le opere dimenticate

Il cuore della questione, sollevata dai due amministratori, riguarda lo stato della tangenziale di Alba. Questa arteria, che oggi funge da innesto naturale per chi esce dall’A33, è considerata completamente inadeguata a reggere i flussi veicolari che l’apertura definitiva dell’autostrada genererà. Secondo quanto riferito, l’adeguamento di questa strada rappresenta un intervento non più rinviabile, necessario non solo per evitare la paralisi del traffico cittadino, ma anche per garantire la piena operatività dell’opera appena inaugurata. Non si tratta, va detto, dell’unica incompiuta. La lista delle richieste avanzate dal Comune di Alba include anche il miglioramento della Strada Provinciale 7 (che collega la città all’ospedale di Verduno) e la realizzazione del cosiddetto “terzo ponte” sul fiume Tanaro, un’opera considerata fondamentale per decongestionare gli spostamenti verso l’Alta Langa. Interventi, questi, che erano stati previsti come opere complementari già negli accordi del 2012 ma che, di fatto, attendono ancora una copertura finanziaria certa e definita.

Lannutti: dal palco l’idea del Mercantour per non fermarsi all’A33

Se i rappresentanti politici locali hanno posto l’accento sulle emergenze viabilistiche immediate, c’è chi ha colto l’occasione per guardare molto più lontano. Durante la cerimonia, è salito sul palco anche l’imprenditore cuneese Valter Lannutti, figura di spicco nel settore della logistica industriale europea, che ha approfittato della presenza del ministro Salvini per rilanciare un progetto che sembrava sepolto nei cassetti: il tunnel del Mercantour. Lannutti, la cui flotta conta oltre quattromila mezzi operanti in otto Paesi Ue, ha prima portato i dati della sua azienda a sostegno dell’A33 – oltre centomila passaggi annui tra Cuneo e Asti con un risparmio di 25 minuti a viaggio – per poi cambiare immediatamente registro. Secondo la sua visione, dopo aver risolto i problemi di collegamento nord-sud della regione, è tempo di guardare all’Europa, realizzando un’infrastruttura che superi le criticità dei valichi alpini esistenti, a partire dal collasso del Monte Bianco e del Frejus.

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