Borse europee in affanno dopo le minacce di Trump, Milano tra le più colpite

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’incertezza regna sovrana sui mercati finanziari europei, stretti nella morsa delle tensioni commerciali riaccese dall’amministrazione Trump. La notizia dell’imminente invio di una lettera alla Ue, che definirà i dazi bilaterali previsti dal primo agosto in assenza di un accordo, ha spinto gli indici verso il rosso. Una mossa a sorpresa, annunciata dopo l’attacco verbale del presidente americano contro il Canada, contro il quale ha minacciato tariffe del 35% già all’inizio del prossimo mese.

Milano, con un calo dell’1,1%, si conferma la piazza più debole, seguita da Francoforte (-0,8%) e Parigi (-0,7%), mentre Londra, pur oscillando intorno alla parità (-0,2%), non sfugge al clima di nervosismo. A pesare su Piazza Affari, oltre alle preoccupazioni per le possibili ritorsioni commerciali, ci sono le performance negative dei titoli bancari. Unicredit, in particolare, perde l’1,2% in apertura, influenzato sia dalle prese di beneficio sia dallo stop del governo tedesco alla possibile operazione su Commerzbank. In attesa c’è anche il pronunciamento del Tar sulla scalata a Bpm, altro elemento che contribuisce all’incertezza.

Non va meglio oltreoceano, dove i future su Nasdaq e S&P 500 segnano rispettivamente -0,4% e -0,5%, prefigurando un avvio di seduta negativo per Wall Street. In Asia, invece, le Borse cinesi hanno mostrato un’inversione di tendenza, sostenute dalle aspettative di nuovi stimoli economici.

L’euro, intanto, cede terreno sul dollaro, riflettendo la diffidenza degli investitori verso un contesto geopolitico sempre più volatile. Tra i pochi a resistere, a Milano, spiccano Leonardo e le utility, mentre Stellantis e Moncler contribuiscono al tonfo del listino.

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