Elena Rebeca Burcioiu, sparita da sei giorni a Foggia: proseguono le ricerche nei pozzi e nei casolari, ipotesi su un uomo dell’Est

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono sei giorni che di Elena Rebeca Burcioiu, ventunenne di origine romena, non si hanno notizie certe e le ricerche, coordinate dalla prefettura di Foggia nell’ambito del piano provinciale per le persone scomparse, si stanno concentrando in particolare nelle campagne tra Foggia e San Severo, un’area purtroppo tristemente nota per il fenomeno della prostituzione, dove la ragazza era solita trattenersi. L’allarme era scattato nel tardo pomeriggio di lunedì 2 marzo, quando la connazionale con cui Elena condivideva l’appartamento si era presentata in questura per denunciare la sua inspiegabile assenza: le due, quella mattina, si erano recate insieme nei pressi della statale 16, dandosi appuntamento per fare ritorno a casa qualche ora più tardi, ma la ventunenne non si era mai presentata all’incontro e il suo telefono cellulare, un particolare che ha subito indirizzato le indagini, era stato in seguito rinvenuto abbandonato lungo il ciglio della stessa arteria stradale.

Le investigazioni, condotte dalla squadra mobile e supportate dai vigili del fuoco con squadre di sommozzatori giunti da Bari e Taranto, hanno dovuto estendersi a macchia d’olio in un territorio complesso e disseminato di insidie, come quello del Tavoliere. Nelle ultime ore, gli sforzi si sono infatti indirizzati verso la perlustrazione minuziosa di pozzi, spesso abbandonati e celati dalla vegetazione, di vasconi per l’irrigazione e di casolari diroccati, molti dei quali sorgono isolati nella frazione di Borgo La Rocca, a circa dieci chilometri dal capoluogo dauno, dove i sommozzatori hanno scandagliato anche un grosso invaso ad uso agricolo. La prefettura, nel frattempo, ha diffuso la fotografia della giovane – che è alta un metro e sessantacinque centimetri, ha capelli castani lunghi e lisci, occhi marroni e indossava una maglia marrone con pantaloni e scarpe nere – nel pressante appello a chiunque possa averla vista o possa fornire informazioni utili contattando il numero unico per le emergenze, il 112.

Un elemento che gli inquirenti stanno vagliando con la massima attenzione riguarda la figura di un uomo, originario dell’Europa dell’Est, che sarebbe stato segnalato per aver minacciato la ragazza e la sua amica nei giorni immediatamente precedenti alla scomparsa. Secondo quanto trapelato dalle prime testimonianze, quest’uomo sarebbe conosciuto negli ambienti dello sfruttamento della prostituzione nelle campagne foggiane, un contesto drammatico che, stando a una prima e parziale ricostruzione, la giovane Elena, giunta in Italia appena tre mesi fa insieme alla coinquilina, aveva iniziato a frequentare dopo un iniziale e infruttuoso tentativo di trovare un’occupazione regolare come bracciante agricola. La circostanza che l’uomo in questione possa averle importunate, e che il suo cellulare sia stato ritrovato in un punto che suggerisce una possibile aggressione o fuga, ha ovviamente inasprito i timori che alla base della scomparsa vi sia un gesto violento, sebbene gli investigatori, come da prassi in questi casi, non escludano formalmente alcuna pista, mantenendo un riserbo assoluto sugli accertamenti in corso.

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