Berco, licenziamenti unilaterali: la maggioranza regionale condanna l’azienda
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Redazione Interno
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La decisione unilaterale di Berco, azienda del gruppo Thyssenkrupp con sede a Copparo, di procedere con i licenziamenti di 247 dipendenti ha scatenato una dura reazione da parte dei gruppi consiliari di maggioranza in regione. Pd, Avs, Movimento 5 Stelle e Civici, in una presa di posizione congiunta, hanno definito “sconcertante” l’atteggiamento della direzione aziendale, sottolineando come questa mossa rappresenti una violazione dei principi del “Patto per il Lavoro e per il Clima” della Regione. Tale patto, che promuove relazioni industriali basate sul dialogo e sul confronto, sembra essere stato completamente ignorato da Berco, che ha invece optato per una linea dura, disdicendo il contratto integrativo aziendale e avviando una procedura di licenziamento collettivo senza un accordo preventivo con le parti sociali.
La crisi aziendale, che aveva già portato all’uscita volontaria di 153 lavoratori entro il 16 gennaio scorso, si è ulteriormente aggravata con questa nuova decisione. Inizialmente, la dirigenza aveva prospettato la necessità di tagliare 400 posti di lavoro, ma grazie all’intermediazione della Regione e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, si era raggiunto un accordo per limitare i licenziamenti attraverso la mobilità volontaria. Tuttavia, la differenza tra i 400 dipendenti inizialmente previsti e i 153 che hanno aderito alla procedura volontaria ha lasciato scoperti 247 lavoratori, che ora rischiano di perdere il posto.
La Regione, attraverso un comunicato, ha espresso preoccupazione per il “nuovo irrigidimento” dell’azienda, definendo la situazione “allarmante”. Dopo gli ultimi incontri al Ministero, che avevano fatto sperare in una soluzione condivisa, la mossa unilaterale di Berco ha riacceso le tensioni, portando i sindacati a proclamare lo sciopero a partire da lunedì. La disdetta del contratto integrativo, prevista dal 1° marzo, e l’avvio della procedura di licenziamento collettivo hanno gettato nello sconforto i dipendenti, che si trovano ora a fronteggiare un futuro incerto.
La vicenda, che si inserisce in un contesto già delicato per il mondo del lavoro, rischia di avere ripercussioni significative non solo sul piano occupazionale, ma anche su quello sociale e produttivo. La mancanza di dialogo da parte dell’azienda, che ha preferito agire senza consultare le rappresentanze sindacali, rappresenta un precedente preoccupante, soprattutto in un momento in cui il settore industriale è chiamato a confrontarsi con sfide complesse.




