Consulta, elezione e polemiche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Galeotto fu il candidato e chi lo indicò. Si tratta dell’elezione di un giudice della Corte costituzionale, Francesco Saverio Marini, proposto dalla presidente Giorgia Meloni. Su tale nome è scoppiato un casus belli, con l’opposizione pronta, impropriamente, a salire sull’Aventino. Proprio per il fatto che il Parlamento non eleggeva i giudici costituzionali, Marco Pannella iniziò lo sciopero della fame.

Pd-M5S-Avs-Az-Iv non partecipano al voto. Elly Schlein: «Non parteciperemo alla forzatura della maggioranza, tra opposizioni ci siamo sentiti e coordinati».

Francesco Saverio Marini è il papà del premierato che Meloni vorrebbe far eleggere alla Consulta. Il presidente della Consulta manca da dieci mesi in seguito all’uscita di Silvana Sciarra e, dopo sette tentativi falliti per nominare il successore, è andato in scena l’ottavo, con un nulla di fatto perché il centrodestra ha deciso di votare scheda bianca per evitare la conta e non bruciare la candidatura di Francesco Saverio Marini, la cui elezione è stata rinviata.

Il tentativo odierno di elezione è stato anticipato da una convocazione di Giorgia Meloni a suoi parlamentari in cui era scritto che tutti i deputati e senatori di Fratelli d’Italia avrebbero dovuto essere presenti «senza eccezione alcuna» e che, se in trasferta, avrebbero dovuto far ritorno in tempo per votare.

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