Ripartono i bandi Ismea, un ventaglio di opportunità per il settore agricolo e agroalimentare

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'anno si apre con una serie di iniziative finanziarie destinate a rinvigorire il tessuto produttivo del settore primario italiano, dove l'Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare ripropone, aggiornandoli, alcuni dei suoi strumenti più significativi. A partire dal 19 dicembre dello scorso anno, infatti, è stato possibile procedere alla compilazione e alla preconvalida – operazione non impegnativa ma necessaria – delle domande per accedere alle agevolazioni denominate “Più impresa”, concepite specificamente per sostenere l’imprenditoria femminile e quella giovanile, categorie che, com'è noto, spesso incontrano ostacoli nell’accesso al credito. Questa prima fase, che potremmo definire propedeutica, rappresenta il passaggio obbligato per chi intende successivamente presentare la domanda definitiva e, di conseguenza, candidarsi a ottenere i finanziamenti previsti.

Il ritorno di "Ismea Investe"

Parallelamente, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avvenuta il 29 dicembre, ha ripreso vita il bando “Ismea Investe 2026”, uno degli interventi di maggior rilievo per il sostegno agli investimenti strutturali. La misura, diventata operativa dallo scorso 8 gennaio dopo l'approvazione da parte del direttore generale, si rivolge alle imprese agricole e agroalimentari con l'obiettivo di facilitare progetti di sviluppo, consolidamento e crescita dimensionale attraverso l'erogazione di finanziamenti agevolati e interventi in capitale. Si tratta di uno strumento articolato, che punta a coprire l'intero arco della filiera, dalla produzione iniziale fino alla commercializzazione e alla logistica, dimostrando una visione organica del settore.

Le risorse a disposizione

La dotazione complessiva messa in campo per “Ismea Investe 2026” ammonta a cento milioni di euro, una cifra rilevante che verrà destinata alle società di capitali – incluse le cooperative – operanti nel comparto. L’ampiezza della somma riflette la volontà di incidere concretamente sulla capacità competitiva delle aziende, accompagnandole in percorsi di innovazione e ampliamento che, in assenza di simili sostegni, risulterebbero di difficile realizzazione, specialmente in un contesto economico globalizzato e soggetto a continue sollecitazioni. L'accesso a queste risorse, come per tutte le misure agevolate, è subordinato al rispetto di precisi requisiti e al superamento di una valutazione che ne certi la congruità rispetto agli obiettivi del bando.

Il quadro più ampio del "bonus agricoltura"

Queste iniziative si inseriscono, peraltro, in un quadro più vasto di incentivi spesso ricondotti sotto l’etichetta generica di “bonus agricoltura 2026”. Al di là della semplificazione terminologica, vi rientrano una serie di contributi distinti, alcuni dei quali pensati per i giovani che intendono avviare un'attività, altri finalizzati a sostenere pratiche agricole rispettose dell'ambiente, fino ad arrivare ai finanziamenti a fondo perduto per l'acquisto di macchinari agricoli. La loro erogazione, che avviene attraverso bandi specifici con scadenze determinate, richiede quindi un’attenta pianificazione da parte degli imprenditori, i quali devono selezionare lo strumento più aderente alle proprie esigenze produttive e alle caratteristiche dell'azienda. Tra le opportunità principali figurano, oltre a quelle già menzionate, anche misure dedicate al consolidamento delle imprese esistenti e all'acquisto di terreni, completando un ventaglio di opzioni che mira a rispondere a bisogni differenziati.

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