Bando Ismea Investe 2026, ripartono i finanziamenti per l'agroalimentare italiano
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale numero 148, datata 29 dicembre 2025, è diventato operativo dallo scorso 8 gennaio il Bando Ismea Investe 2026, uno strumento cruciale – approvato con Determinazione del Direttore Generale – che riapre i canali di sostegno pubblico agli investimenti strutturali. La misura, che dispone di una dotazione complessiva di cento milioni di euro, è destinata alle società di capitali, incluse quelle cooperative, e mira a finanziare progetti di sviluppo, consolidamento e crescita dimensionale lungo l'intera filiera: dalla produzione primaria, passando per la trasformazione, fino ad abbracciare gli snodi della commercializzazione, della distribuzione e della logistica. Si tratta, in altre parole, di un intervento capillare che intende rafforzare la competitività del settore, offrendo non solo finanziamenti agevolati ma anche interventi in capitale, i quali rappresentano un sostegno diretto alla patrimonializzazione delle imprese.
Le misure regionali a sostegno dei settori specifici
Parallelamente all’azione nazionale, si muovono anche le iniziative regionali, le quali affrontano esigenze settoriali e territoriali precise. In Sicilia, ad esempio, è stata recentemente pubblicata la graduatoria definitiva di un avviso pubblico – del valore di otto milioni di euro – per progetti nel comparto della pesca e dell’acquacoltura. Dieci sono gli interventi finanziati, tutti finalizzati a migliorare la competitività e la sicurezza nelle attività di commercializzazione e trasformazione. L’azione regionale, oltre a potenziare la capacità produttiva e gestionale, promuove l’innovazione tecnologica, destinando risorse anche all’acquisto di dispositivi di sicurezza: un investimento mirato a ridurre i rischi di incidenti sul lavoro, aspetto purtroppo spesso presente nelle cronache di settore, dove gli infortuni, a volte con esiti tragici, continuano a segnalare l’importanza di una costante attenzione alla prevenzione.
Il sostegno al ricambio generazionale in Veneto
Un altro fronte decisivo, quello del ricambio generazionale, vede protagonista la Regione Veneto con un bando specifico attivato in attuazione della Legge 36 del 2024. L’intervento, rivolto ai giovani agricoltori in fase di primo insediamento, affronta uno degli ostacoli storici per l’accesso alla professione: l’acquisto della terra. Lo strumento scelto è un contributo in conto interessi sui mutui ipotecari, una forma di agevolazione che agisce direttamente sul carico finanziario iniziale, alleggerendolo in maniera concreta e permettendo così ai nuovi imprenditori di concentrare le risorse sullo sviluppo vero e proprio dell’attività aziendale. È una risposta operativa a un bisogno antico, che mira a garantire un futuro a un’agricoltura dinamica e innovativa.
Un panorama di opportunità per il settore primario
L’insieme di queste misure, nazionali e regionali, delinea un quadro articolato di opportunità per le imprese agricole e agroalimentari italiane. Se da un lato il bando Ismea punta a sostenere investimenti strutturali e di crescita per aziende già consolidate o in fase di sviluppo, dall’altro le iniziative regionali intervengono su frange specifiche – come la pesca in Sicilia – o su nodi critici trasversali, quale l’ingresso dei giovani in Veneto. La combinazione di questi interventi, che operano su livelli differenti ma complementari, dimostra una volontà di coprire le diverse esigenze di un comparto vitale per l’economia nazionale, cercando di offrire risposte sia alla domanda di innovazione e sicurezza, sia all’impellente necessità di garantire un ricambio generazionale che non rappresenta solo una questione economica, ma anche culturale e sociale per la tutela del territorio.




