Obbligo vaccinale, l’infettivologo Andreoni: “Ho visto tanti morire, non facciamo passi indietro”

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L’infettivologo Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive, ha espresso con nettezza la sua posizione sull’obbligo vaccinale, definendo “irresponsabile” qualsiasi ipotesi di abolizione. In un’intervista a “la Repubblica”, il professore ha sottolineato come la questione non debba essere ridotta a un mero confronto politico, bensì riguardi esclusivamente la salvaguardia della popolazione, un obiettivo che – a suo dire – trova nel vaccino la sua unica garanzia efficace. “Le decisioni tecniche devono restare in mano alla scienza”, ha aggiunto, implicitamente criticando le derive di un dibattito spesso condotto su basi emotive o ideologiche.

La presa di posizione di Andreoni giunge in un momento di rinnovata frizione politica sull’argomento, riaperto dalle recenti e controverse nomine – seguite poi dalla revoca – del Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni (NITAG). Questo episodio ha infatti riportato in primo piano le tensioni tra la necessità di proteggere la salute pubblica e le pressioni di alcune forze politiche che spingono per un allentamento degli obblighi. Tra queste, la Lega, il cui tentativo di abolire la legge Lorenzin è stato per il momento frenato dagli alleati di governo.

L’approccio del Carroccio, definibile come propagandistico da più osservatori, sembra infatti rientrare in una strategia comunicativa più ampia, mirata a capitalizzare consenso in vista del prossimo turno elettorale regionale che coinvolgerà milioni di italiani. Tuttavia, al di là delle strumentalizzazioni, gli esperti continuano a mettere in guardia dai pericoli concreti di un calo delle coperture, ricordando come i vaccini rappresentino uno strumento di prevenzione collettiva la cui efficacia è dimostrata da innumerevoli dati epidemiologici.

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