Vaccini, la Sardegna sotto la soglia di sicurezza: copertura under 16 al 92%

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Mentre il dibattito politico sull'obbligo vaccinale si riaccende a livello nazionale, la Sardegna, che pure non figura tra le dieci regioni più virtuose d'Italia, registra una copertura per la fascia d'età 0-16 anni che non raggiunge il 92%, una percentuale significativamente al di sotto della soglia di sicurezza del 95% raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per garantire la cosiddetta immunità di gregge. Questo dato, che la colloca in una posizione di netto svantaggio rispetto ad altre realtà del Paese, emerge in un momento particolarmente delicato, segnato da un acceso confronto sulle politiche di prevenzione sanitaria.

La quasi totalità dei partiti sardi, conscia della criticità della situazione, si è detta pronta a "blindare" la legge Lorenzin, che reintrodusse l'obbligo, schierandosi quindi per il mantenimento di un provvedimento considerato fondamentale dalla scienza medica. Unica eccezione, in netta controtendenza, è la Lega, la quale – unica forza politica nell'Isola – persegue l'obiettivo di rendere facoltative le somministrazioni, allineandosi alla linea nazionale del partito.

Proprio a livello nazionale, la discussione è stata ravvivata dalle recenti e controverse nomine – seguite poi dalla revoca – del Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni (NITAG), riportando in primo piano un tema che tocca da vicino la sanità pubblica, la sicurezza degli ospedali e la fiducia dei cittadini nella medicina. La posizione leghista, definita da alcuni come "propaganda" e finalizzata a catalizzare il consenso in vista del prossimo turno elettorale regionale, è stata per il momento frenata dagli stessi alleati di governo.

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