Le tasche degli italiani sotto pressione: consumi fermi e divario Nord-Sud si allarga

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le tasche degli italiani, strette da un’inflazione che fatica a defluire, raccontano di una stabilità che assomiglia sempre più a un lento regresso. Secondo l’Istat, la spesa media mensile per consumi nel 2024 si è attestata a 2.755 euro, un valore in termini correnti che, se paragonato ai 2.738 euro dell’anno precedente, segna un incremento quasi impercettibile dello 0,6%. Una staticità che, a ben guardare, cela dinamiche ben più complesse e frantuma l’immagine di un’unica nazione economica.

Rinunce forzate per una famiglia su tre

Dietro il dato complessivo si nasconde una realtà fatta di rinunce quotidiane. Quasi un terzo dei nuclei familiari (il 31,1%) ha dichiarato di aver dovuto ridurre la quantità o la qualità degli alimenti acquistati. Per le bevande, la percentuale sale addirittura al 35,3%. La forbice dei prezzi, che su alcuni beni come gli oli e i grassi ha toccato picchi dell’11,7%, spinge molte famiglie a rivedere le proprie abitudini e a fare scelte sempre più strategiche e spesso dolorose.

Il profondo divario tra Nord e Sud

A rendere ancor più netto il quadro è la profonda disparità geografica. Il Nord-Est si conferma l’area con la capacità di spesa più robusta, superando di ben 834 euro la media mensile registrata nel Mezzogiorno. Questo abisso economico delinea due Italie dai ritmi di consumo profondamente differenti: mentre al Nord la stabilità può essere letta con cauto ottimismo, al Sud quella stessa cifra rappresenta spesso un tetto massimo difficile da raggiungere.

Il carrello della spesa come termometro delle difficoltà

Le voci di spesa che registrano gli aumenti più significativi, come la frutta con un +2,7%, diventano le prime su cui intervenire. Il carrello della spesa si trasforma così in un fedele termometro delle difficoltà. La contrazione delle uscite per il cibo non è quindi una scelta dettata da mode, ma l’unica risposta possibile a un bilancio domestico che non torna più.

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