Scuola di seduzione, il ritorno di Carlo Verdone tra ansie da appuntamento e lezioni d’amore

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è un’arte, quella della seduzione, che nessun manuale insegna davvero, eppure Carlo Verdone – reduce dall’esperienza televisiva di “Vita da Carlo” – prova a metterla in scena con il suo nuovo film, intitolato appunto “Scuola di seduzione”, disponibile su Paramount+ dall’1 aprile 2026. Il regista romano, che ha firmato la sceneggiatura insieme a Pasquale Plastino e Luca Mastrogiovanni, dirige se stesso in un cast corale dove spiccano, tra gli altri, Vittoria Puccini, Lino Guanciale, Beatrice Arnera ed Euridice Axen; a sorprendere, però, è la presenza dell’attrice Karla Sofía Gascón, ospite negli studi di SkyTG24 a Roma Montecitorio proprio per raccontare la sua partecipazione a questa commedia. La trama, leggera ma non priva di spunti amari, ruota attorno a un gruppo di persone che, per superare ansie, paure e timidezze cronica, decide di rivolgersi a una “love coach”: una scelta, quella di chiedere aiuto per imparare a flirtare, che Verdone trasforma in pretesto per osservare, con garbo e ironia, le crepe delle relazioni contemporanee.

Una Roma intima e autentica, lontana dai circuiti turistici

Prodotto da Luigi e Aurelio De Laurentiis, il film sceglie come sfondo una Roma inedita: non quella monumentale e caotica dei grandi circuiti, ma una Capitale più tranquilla, ricca di verde e di angoli silenziosi, dove l’autenticità dei luoghi accompagna le fragilità dei personaggi. Verdone, che da sempre ama raccontare la sua città con sguardo antropologico, ambienta qui le lezioni di seduzione in spazi reali – si pensi a parchi, terrazze nascoste e strade di periferia – che diventano quasi un personaggio aggiunto. Lontano dai cliché della “dolce vita”, questa Roma racconta un’altra faccia della metropoli: quella intima, dove ci si perde e ci si ritrova, magari proprio mentre si prova a conquistare qualcuno. La fotografia, curata nei minimi dettagli, restituisce un’atmosfera sospesa tra malinconia e speranza, perfetta per un film che parla di tentativi, di errori e di quella goffaggine che rende umani.

Il cinema dei sentimenti secondo Verdone: ironia, malinconia e un cast corale

Il cinema italiano, sin dalle sue origini, ha declinato il mondo dei sentimenti in mille salse diverse; Carlo Verdone, in questo panorama, si conferma maestro nel cogliere quelle sfumature – le imperfezioni, le comicità involontarie, le paure inconfessabili – che altri registi spesso trascurano. “Scuola di seduzione” mescola ironia e riflessione senza mai scadere nella banalità, grazie anche a un cast che regge bene l’alternanza tra registro comico e drammatico. Karla Sofía Gascón, la cui carriera internazionale l’ha già portata a interpretare ruoli complessi, qui si inserisce con naturalezza in un meccanismo corale dove ogni personaggio porta il proprio bagaglio di insicurezze. Non c’è una coppia protagonista, ma un mosaico di storie che si intrecciano: c’è chi teme il primo bacio, chi non osa chiedere un numero di telefono, chi nasconde dietro una faccia sicura una timidezza paralizzante. Verdone li osserva con affetto, senza giudicarli, e ne trae un affresco dolceamaro delle relazioni di oggi.

La fede nell’amore (e in Verdone): un atto che non chiede prove

Arrivati al finale, si capisce una cosa semplice e insieme profonda: l’amore è un atto di fede. Lo stesso, per certi versi, che il pubblico nutre verso Carlo Verdone da decenni: una fiducia trasversale, simile a quella che i tifosi hanno per la propria squadra del cuore – la Roma, nel suo caso – fatta di abitudine, di affetto e di quella certezza che, anche quando sbaglia, lui sa raccontare qualcosa di vero. “Scuola di seduzione” non insegna a sedurre, né offre ricette magiche; si limita a mostrare che l’ansia da appuntamento, la paura del rifiuto e la goffaggine sentimentale sono universali, e che forse l’unico modo per affrontarle è gettarsi, con leggerezza e garbo, tra le braccia dell’improvvisazione. Il film, uscito in esclusiva su Paramount+ dal primo aprile, è già disponibile in streaming: una commedia che parla a chiunque abbia mai tremato prima di un “ciao”, e che conferma Verdone come cronista garbato delle nostre fragilità.

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