Caos a Trapani: si dimette l'allenatore Repesa, Alibegovic fuori squadra

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un doppio scossone, improvviso e radicale, ha fatto tremare le fondamenta della Trapani Shark Basket, gettando il club in una crisi istituzionale e sportiva senza precedenti. La mattinata è iniziata con le dimissioni irrevocabili dell'allenatore Jasmin Repesa, il tecnico croato che, rientrato precipitosamente in patria, ha di fatto archiviato il suo rapporto con la società siciliana, un legame che risaliva alla scorsa stagione. La società, dal canto suo, non ha tardato a replicare, annunciando di aver già sporto denuncia per violazione dei termini contrattuali, in un clima di reciproche accuse che ha immediatamente offuscato i meriti sul parquet. A completare il quadro di una frattura profonda, è arrivata la decisione di cambiare la fascia di capitano: non più al braccio di Amar Alibegovic, ufficialmente messo fuori squadra, ma affidata a Petrucelli, in vista della trasferta di domenica a Treviso.

Le radici della crisi tra penalizzazioni e inchieste

Il contesto in cui esplode questa crisi, del resto, era già pesantemente compromesso da vicende esterne al campo di gioco. La squadra, che senza i cinque punti di penalizzazione comminati per violazioni amministrative – irregolarità accertate tra la scorsa stagione e l'attuale – sarebbe addirittura in vetta alla classifica di Serie A, sta infatti scontando una posizione di evidente disagio. Le voci su un possibile addio di Repesa, circolate insistentemente per giorni, si sono concretizzate a seguito dell'ultima stangata, un ulteriore punto di penalità giunto nonostante la vittoria contro Reggio Emilia, che si è sommato ai quattro già inflitti all'avvio del campionato. Una situazione, questa, che ha evidentemente minato la fiducia del tecnico nella stabilità del progetto, spingendolo verso una scelta drastica.

La versione del club e la replica a caldo di Alibegovic

Se la società ha parlato, senza mezzi termini, di una fuga, definendo l'atto di Repesa come un "scappare", la controparte ha fornito una lettura diametralmente opposta, basata sull'incertezza del futuro. Una dicotomia di narrazioni che si è ripetuta, con toni ancor più accesi, per quanto riguarda la posizione di Amar Alibegovic. Il club ha comunicato l'esclusione del giocatore dalla rosa, ma il bosniaco, in un lungo sfogo affidato ai social, ha rivendicato la propria scelta di andarsene, dipingendo un ambiente lontano dagli standard professionali. "Ho provato a resistere e a tenere duro, rimandando quello che mi era dovuto più e più volte", ha scritto Alibegovic, aggiungendo che "quello che ho vissuto non si può definire in nessun modo professionismo". Una dichiarazione che, al di là delle responsabilità, fotografa un clima ormai irrimediabilmente deteriorato.

Le immediate conseguenze sportive e il futuro immediato

La tempesta perfetta che si è abbattuta sul palasport trapanese lascia ora la squadra in un limbo operativo, costretta ad affrontare un impegno difficile come quello sul campo della Nutribullet Treviso senza la guida tecnica e senza uno dei suoi elementi di spicco. L'assegnazione della fascia di capitano a Petrucelli rappresenta un tentativo di normalità, ma la sostanza rimane quella di un gruppo scosso da eventi che travalicano la semplice preparazione atletica. Le vicende giudiziarie e federative in corso, le cui indagini hanno già prodotto sanzioni tangibili, continuano a proiettare un'ombra lunga sulla stagione, condizionando pesantemente l'ambiente e rendendo ogni vittoria sul campo, per quanto preziosa, solo un episodio in una saga ben più complessa e controversa.

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