Arnaldi batte Dzumhur e il blackout, approdando agli ottavi a Madrid tra luci spente e arbitraggio d’altri tempi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Matteo Arnaldi ha scritto una pagina surreale al Master 1000 di Madrid, dove un blackout senza precedenti ha trasformato il suo match contro Damir Dzumhur in una sfida fuori dal tempo. Mentre gran parte della Spagna, dal sud della Francia alla penisola iberica, affrontava un’interruzione massiccia di energia elettrica – con aeroporti paralizzati, semafori spenti e persino centrali nucleari in affanno – il tennista sanremese ha chiuso l’incontro sotto la flebile luce del giorno, senza hawk-eye, giudici di linea o schermi elettronici. Quella tra l’italiano, attuale numero 44 Atp, e il bosniaco, 63° del ranking, è stata l’unica partita completata nell’intero programma della giornata, mentre gli altri incontri, incluso quello tra Musetti e Tsitsipas, sono stati rimandati a martedì.

La decisione di procedere "in analogico", presa dall’arbitro per non interrompere il gioco, ha restituito al tennis un sapore antico: senza replay, senza challenge, con i giocatori costretti a fidarsi delle chiamate a occhio. Arnaldi, che già aveva mostrato solidità nel precedente turno contro Rublev, ha dominato con un doppio 6-3 6-4, sfruttando la maggiore freschezza fisica e una precisione che Dzumhur, reduce dalle qualificazioni, non è riuscito a contrastare. Sul centrale, invece, Dimitrov era a un passo dalla vittoria su Fearnley quando la spidercam, bloccatasi sopra il campo, ha reso impossibile continuare, aggiungendo un altro tassello al caos tecnico.

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