Lindsey Vonn lascia l'ospedale dopo cinque operazioni: «Ho rischiato l'amputazione della gamba, ora un anno per guarire»
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Redazione Sport
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La campionessa di sci Lindsey Vonn ha lasciato la struttura ospedaliera in Colorado dove nei giorni scorsi era stata sottoposta ad alcuni interventi chirurgici, l'ultimo dei quali dopo il suo rientro negli Stati Uniti seguito alle prime operazioni d'urgenza effettuate all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. La caduta durante la discesa libera delle Olimpiadi di Milano Cortina, quella domenica 8 febbraio in cui il suo sogno si è infranto dopo appena tredici secondi dalla partenza, aveva provocato una frattura complessa della tibia sinistra, e nei giorni successivi la situazione si è rivelata ben più grave di quanto inizialmente ipotizzato -6. La 41enne fuoriclasse del Minnesota, attraverso un video pubblicato sui propri profili social, ha voluto aggiornare i fan sulle sue condizioni, e lo ha fatto con un racconto che lascia poco spazio all'immaginazione: il rischio concreto, per lei, è stato quello di perdere la gamba.
«Finalmente sono uscita dall'ospedale!!! Dopo quasi due settimane trascorse in un letto quasi completamente immobile, finalmente sto abbastanza bene per trasferirmi in albergo», ha spiegato la Vonn, e non è un caso che abbia voluto sottolineare come non si tratti ancora di un ritorno a casa, ma di un passo comunque enorme considerato quanto accaduto -5. Le cinque operazioni subite, quattro in Italia e una negli States, sono state necessarie per salvare un arto che i medici hanno dovuto letteralmente ricostruire, e la stessa atleta ha tenuto a ringraziare pubblicamente il dottor Tom Hackett, il chirurgo ortopedico che lavora con la squadra statunitense e che in Colorado l'ha operata per sei ore consecutive. È stato lui, secondo quanto riferito dalla diretta interessata, ad aprirle la gamba su entrambi i lati per permettere al sangue di defluire, un intervento che ha scongiurato la temuta amputazione -3.
La sindrome compartimentale e il racconto del rischio corso
La dinamica di quanto accaduto dopo la rovinosa caduta sulle nevi di Cortina, dove aveva urtato una porta con il braccio destro finendo per scomporsi in volo, ha assunto contorni via via più chiari con il passare dei giorni. La Vonn ha spiegato che l'enorme trauma subito in un'area circoscritta del ha provocato un afflusso di sangue tale da non riuscire più a defluire, schiacciando di fatto nervi e tessuti, e in gergo medico questa evenienza si chiama sindrome compartimentale -10. «Era tutto a pezzi», ha raccontato la sciatrice, e il sangue ristagnante rischiava di uccidere muscoli, tendini e terminazioni nervose, motivo per cui l'incisione chirurgica praticata dal dottor Hackett è stata risolutiva: «L'ha aperta e l'ha lasciata respirare, e mi ha salvata» -5.
Non è la prima volta che Lindsey Vonn si trova a fare i conti con infortuni gravissimi, e nella sua carriera ha già dimostrato di saper tornare più forte di prima, ma in questa circostanza la strada che ha davanti appare particolarmente lunga e irta di ostacoli. La fuoriclasse americana, che conta oltre tre milioni e mezzo di follower sui social, ha sempre tenuto informati i propri sostenitori sull'evolversi della situazione, e in questo ultimo aggiornamento non ha nascosto le difficoltà che la attendono nei prossimi mesi. «Ci vorrà circa un anno perché tutte le ossa guariscano», ha dichiarato, e solo successivamente prenderà una decisione in merito all'eventuale rimozione del materiale metallico che le è stato inserito per stabilizzare i frammenti -2.
Dalla sedia a rotelle alle stampelle, il lungo percorso di recupero
La Vonn attualmente si trova su una sedia a rotelle, e non soltanto per i danni riportati alla gamba sinistra: nell'incidente, come se non bastasse, ha riportato anche la frattura della caviglia destra, circostanza che rende ancora più complessa la fase di riabilitazione. La priorità, nelle prossime settimane, sarà quella di riuscire a passare dalla carrozzina alle stampelle, un progresso che lei stessa ha stimato come realizzabile in tempi relativamente brevi, ma che rappresenterà soltanto il primo gradino di una scala molto più alta -10. Una volta che le ossa avranno consolidato, e il termine indicato dai medici è appunto quello di un anno, la sciatrice dovrà sottoporsi a un ulteriore intervento chirurgico per sistemare definitivamente il legamento crociato anteriore, infortunio quello che aveva già messo a rischio la sua partecipazione ai Giochi e che era stato diagnosticato pochi giorni prima della gara di Crans-Montana.
In queste settimane di ricovero, prima a Treviso e poi in Colorado, non sono mancati i momenti di sconforto, e la stessa Vonn ha ammesso di aver dovuto lottare non soltanto contro il dolore fisico, definito a tratti fuori controllo, ma anche contro un quadro clinico che si è complicato a causa dei bassi livelli di emoglobina dovuti alla copiosa perdita di sangue -10. L'atleta ha tuttavia voluto esprimere gratitudine nei confronti di tutti i medici che si sono presi cura di lei, sia italiani che statunitensi, e ha sottolineato come, nonostante l'epilogo drammatico di quella discesa, non abbia alcun rimpianto per la scelta di partecipare comunque alla gara, spinta dalla consapevolezza di essere in una condizione fisica paragonabile, se non superiore, a quella dei tempi migliori.
La forza di volontà di una campionessa e le tappe della riabilitazione
«Tornerò in cima alla montagna», aveva promesso la Vonn già al momento delle dimissioni dall'ospedale trevigiano, e quelle parole, all'epoca accolte con affetto dai tifosi, oggi assumono il sapore di una dichiarazione d'intenti ancora più forte -9. La sciatrice americana ha sempre costruito la propria leggenda sulla capacità di rialzarsi, e questo nuovo capitolo della sua vita sportiva, sebbene si prospetti come il più difficile, non sembra far eccezione. La priorità, adesso, è il recupero fisico, e la tabella di marcia prevede settimane di immobilizzazione relativa prima di poter iniziare a caricare nuovamente peso sugli arti inferiori. Il passaggio dalla sedia a rotelle alle stampelle, che la stessa Vonn ha indicato come obiettivo a breve termine, rappresenterà una tappa fondamentale per restituirle quella parziale autonomia che al momento le manca.
Nel frattempo, la campionessa potrà contare sul sostegno dei suoi fan, che in queste settimane non hanno mai fatto mancare messaggi di affetto e incoraggiamento, e sulla vicinanza dei propri cari, anche se la morte del suo amato cane Leo, avvenuta proprio in questi giorni, ha aggiunto un ulteriore carico di dolore a un periodo già segnato dalla sofferenza -2. La strada per il recupero è appena cominciata, e la Vonn lo sa bene, ma la determinazione con cui affronta ogni ostacolo lascia intravedere la possibilità, un giorno non troppo lontano, di rivederla sulla neve, lì dove ha scritto pagine indelebili di questo sport.




