La Mercedes pronta a rilevare il 24% dell‘Alpine: Briatore conferma i negoziati, ma Wolff resta fuori
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Redazione Sport
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Mentre in pista la doppietta nelle qualifiche sprint del Gran Premio di Cina, firmata da George Russell e Kimi Antonelli, certifica la ritrovata competitività della freccia d‘argento, nel retropalco della Formula 1 si muovono pedine ben più strategiche di un semplice sorpasso. La scuderia tedesca, si apprende da fonti vicine all‘ambiente, avrebbe messo gli occhi su una fetta consistente della transalpina Alpine, aprendo di fatto un fronte negoziale che potrebbe ridisegnare gli equilibri societari nel circus. A gettare benzina sul fuoco, come suo solito, ci ha pensato Flavio Briatore: il manager italiano, nel corso della conferenza stampa del venerdì a Shanghai, ha confermato l‘esistenza di trattative avanzate, parlando di “tre o quattro potenziali acquirenti” pronti a rilevare il 24 per cento del team attualmente detenuto dal fondo d‘investimento Otro Capital.
Un‘operazione societaria che esclude il coinvolgimento diretto del team principal austriaco
Chiariamo subito un aspetto fondamentale per evitare fraintendimenti: l‘operazione, contrariamente a quanto vociferato nei giorni scorsi, non vedrebbe Toto Wolff come investitore privato. Briatore è stato piuttosto netto nel respingere le illazioni che volevano l‘austriaco pronto a mettere mano al portafoglio in prima persona. “So che si tratta di una trattativa con la Mercedes, non con Toto”, ha scandito l‘ex patron della Benetton, spegnendo sul nascere le speculazioni circa un possibile ingresso diretto del suo omologo nel capitale sociale della scuderia francese. Un passaggio, questo, che sposta il baricentro dell‘affare dalla sfera personale del team principal a quella prettamente industriale del colosso di Stoccarda.
Il ruolo di Otro Capital e il vero obiettivo dell‘acquisizione
Sul tavolo, va detto, c‘è una quota di minoranza che non garantirebbe alcun tipo di controllo esecutivo. Il 24 per cento in vendita fa capo a Otro Capital, il fondo americano che nell‘ottobre del 2023 aveva acquistato la partecipazione coinvolgendo, nella propria compagine, personaggi del calibro di Michael Jordan, Ryan Reynolds e Patrick Mahomes. Il restante 76 per cento, e questo è il dato politicamente più rilevante, rimane saldamente nelle mani del Gruppo Renault. L‘ingresso di Mercedes, qualora si concretizzasse, avrebbe quindi i contorni di una presa di posizione finanziaria più che gestionale: Briatore, interpellato sulla possibilità che questo possa creare conflitti di interesse in seno alla F1 Commission, ha liquidato la questione con pragmatismo, sottolineando come “in una società a prendere le decisioni è chi possiede il 75 per cento, non il 25: loro sarebbero soltanto dei passeggeri”.
Una sinergia tecnica che potrebbe trasformarsi in legame azionario
Non è un mistero, d‘altronde, che i rapporti tra le due scuderie si siano fatti via via più stretti da quando, all‘inizio di questa stagione, la squadra guidata da Pierre Gasly ha deciso di abbandonare i motori Renault per abbracciare la power unit tedesca. Una scelta, quella voluta fortemente da Briatore, che ora potrebbe trovare una naturale evoluzione in una partnership azionaria. La Mercedes, forte di un momento tecnico esaltante, sembra intenzionata a capitalizzare questa sinergia, muovendosi con la stessa determinazione mostrata in pista da Russell e Antonelli. Il fondo Otro Capital, dal canto suo, punta a monetizzare un investimento che in poco meno di tre anni ha visto lievitare il valore del team in modo esponenziale, complice la fame di mercato che attanaglia la Formula 1 moderna.




