Garlasco, dai rifiuti della vittima nuovi indizi: tamponi per tracce biologiche
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Redazione Interno
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Nel sacchetto azzurro della spazzatura, aperto ieri nei laboratori della polizia scientifica, ci sono i resti dell’ultima colazione di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco. Secondo gli inquirenti, quei frammenti – conservati in «buone condizioni» – potrebbero rivelare tracce biologiche di chi, oltre alla vittima, si trovava in casa quel giorno. Un dettaglio che, se confermato, potrebbe segnare una svolta nell’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara.
Le analisi, però, hanno subito un rallentamento a causa di un blackout che ha interrotto i lavori alla questura di Milano, dove i periti – la genetista Denise Albani e il dattiloscopista Domenico Marchigiani – stavano esaminando 34 adesivi con impronte prelevate dalla casa. Quattro di questi non erano ancora stati processati quando si è verificato il guasto, costringendo a rinviare gli accertamenti al 4 luglio. Intanto, i primi risultati hanno escluso la presenza di sangue sulle impronte analizzate, mentre i reperti provenienti dalla spazzatura – tra cui confezioni di Fruttolo e altri residui – sono ancora sotto esame.
Luciano Garofano, ex comandante dei Ris e oggi consulente della difesa di Sempio, ha sottolineato che i materiali rinvenuti erano in «buone condizioni», ma finora non hanno fornito «elementi utili». Intanto, l’avvocata Giada Bocellari ha sollevato l’ipotesi di un vizio procedurale, aprendo la strada a possibili nuove analisi.
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