Musetti e Darderi avanzano agli ottavi degli Internazionali, Cocciaretto travolta da Swiatek

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La giornata di sole sul rosso del Foro Italico, nonostante un’ora già avanzata che porta con sé il fresco della sera, ha regalato più di un motivo di interesse per il tennis italiano. Lorenzo Musetti, dopo un primo set risolto solo al tie-break, ha chiuso il proprio match contro Cerundolo con un perentorio 6-4 nella seconda frazione: il tennista azzurro, sfruttando al terzo match point un errore cruciale dell’avversario, ha messo in cassaforte il passaggio del turno. Nei quarti, ad attenderlo, ci sarà il norvegese Ruud, specialista della superficie e cliente scomodo per chiunque. Non c’è stata invece storia per Elisabetta Cocciaretto, purtroppo per lei, sul centrale contro la polacca Swiatek: un solo game conquistato dall’azzurra racconta meglio di qualsiasi commento la differenza di valori in campo, con il punteggio finale che recita 6-1, 6-0 in meno di un’ora di gioco.

Il trionfo di Darderi su Paul, rimonta da manuale

Luciano Darderi, testa di serie numero diciotto, ha regalato invece una delle rimonte più convincenti di questa edizione del Masters 1000 capitolino. Sotto di un set contro lo statunitense Tommy Paul – un 3-6 che sembrava aver indirizzato la partita su binari per lui troppo ripidi – l’italiano ha trovato la forza di ribaltare l’inerzia del match, imponendosi con un carattere raramente visto nelle settimane precedenti. Il parziale di 6-3 e il successivo 6-2, costruiti con grande spinta da fondo campo e una gestione dei momenti decisamente più lucida rispetto all’inizio, gli hanno permesso di strappare un pass per gli ottavi. Il primo set era scivolato via in modo subdolo: Paul, bravo a capitalizzare il break decisivo nell’ottavo game, aveva tenuto il servizio di apertura sfruttando un errore di diritto del rivale, ma Darderi non si è disunito. Dopo due ore e ventiquattro minuti di lotta, ecco il premio: la sfida contro il tedesco Alexander Zverev, seconda testa di serie del torneo, che rappresenta ora il prossimo ostacolo sulla sua strada.

Il destino di Arnaldi e l’attesa per l’ultimo italiano in campo

Non è finita qui, perché la lunga serata romana ha in serbo un ultimo, interessante capitolo targato Italia. Matteo Arnaldi, il ligure dalle solide fondamenta sulla terra battuta, sta per scendere in campo sul Centrale contro Jodar, uno dei talenti più discussi e osservati dell’intera primavera sul rosso. Se ne riparlerà a partita iniziata, naturalmente, ma l’impressione è che l’azzurro abbia gli strumenti per non sfigurare contro un avversario in odore di consacrazione definitiva. La sconfitta pesante di Cocciaretto, per quanto larga, non ha scalfito l’umore generale di una giornata che ha visto due vittorie tricolori su tre, con l’unica eccezione rappresentata proprio dal passo indietro della giovane marchigiana di fronte a un’avversaria che, sulla terra di Roma, continua a mietere vittime con una regolarità spaventosa. Il ritmo di Swiatek, a tratti inarrivabile, ha ridotto al minimo le possibilità di reazione: un solo game concesso, un pugno di punti dispersi senza mai costruire un’autentica occasione di svolta.

Cronaca di una serata a due velocità

Mentre al Foro si susseguivano questi verdetti, la diretta testuale di OA Sport ha seguito passo passo gli accadimenti, salutando poi i lettori con una chiusura di cronaca puntuale intorno alle 20.34. Quel che resta, una volta spenti i riflettori sui match già archiviati, è l’immagine di un tennis italiano che avanza a strappi: c’è chi lotta e rimonta (Darderi), chi gestisce con autorità il proprio vantaggio (Musetti) e chi invece subisce la lezione senza poter replicare (Cocciaretto). Arnaldi, adesso, ha la palla per provare a migliorare ulteriormente il bilancio di una giornata che potrebbe chiudersi con tre azzurri agli ottavi, oppure fermarsi a quota due. I pronostici, su questi campi volubili e accidentati, contano meno della capacità di tenere il punto nei momenti che contano. E Paul, lo statunitense che pure aveva iniziato bene, se n’è andato consapevole di aver perso una partita che per un’ora e mezzo aveva avuto in pugno.

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