Trump attacca la Fed: "Powell è troppo lento, va licenziato". E rilancia la guerra commerciale con la Cina
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Redazione Economia
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Donald Trump non ha mai fatto mistero della sua irritazione verso Jerome Powell, il presidente della Federal Reserve da lui stesso nominato nel 2018. Ma stavolta l’attacco è frontale: «È sempre in ritardo, gioca con la politica e dovrebbe essere licenziato». Parole che risuonano come un’aperta sfida all’indipendenza della banca centrale, tradizionalmente considerata al di sopra delle pressioni politiche. Trump, che ieri ha incontrato Giorgia Meloni, non nasconde la sua impazienza: i tassi, secondo lui, dovrebbero scendere subito per sostenere l’economia in vista delle elezioni. Una richiesta che riecheggia quella del 2019, quando il tycoon accusò Powell di frenare la crescita con una politica monetaria troppo rigida.
Ma mentre infiamma lo scontro con la Fed, l’ex presidente rilancia anche la sua strategia commerciale, rivendicando successi nei negoziati con partner chiave. «Ho avuto colloqui produttivi con il Messico e il Giappone», ha detto, sottolineando come «tutti, persino la Cina, vogliano trattare con noi». Un messaggio chiaro: l’obiettivo è stringere alleanze con chi considera “virtuoso” e isolare Pechino, il concorrente più temuto. Una linea che si intreccia con la guerra commerciale già in corso tra colossi come Temu e Shein, simbolo di una competizione globale sempre più agguerrita.




