Raid russo su Kirovohrad, oltre 580 droni e tre vittime: Kiev segnala radar "ciechi"
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Redazione Esteri
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Un massiccio attacco notturno delle forze russe ha colpito la regione centrale ucraina di Kirovohrad, provocando tre morti e sei feriti. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, si tratta del più vasto raid subito da quel territorio dall'inizio del conflitto. Le immagini diffuse dal Servizio statale per le emergenze mostrano i vigili del fuoco impegnati a domare le fiamme divampate in diversi edifici, mentre il governatore locale ha confermato il bilancio delle vittime nella giornata di giovedì 15 ottobre.
La regione di Kropyvnytskyi sotto attacco
L'obiettivo principale delle incursioni è stato il capoluogo Kropyvnytskyi, dove secondo Ukrinform sono stati presi di mira siti logistici, infrastrutture di trasporto e alcune installazioni industriali. La difesa aerea ucraina ha reso noto di aver abbattuto 536 dei 580 droni lanciati nella notte sull'intero Paese, un numero che conferma la scala imponente dell'offensiva. Nella sola area di Kirovohrad, oltre 360 velivoli senza pilota hanno concentrato la propria azione, saturando le capacità di intercettazione disponibili.
Il problema della copertura radar e dell'intelligence
A complicare il quadro difensivo ucraino concorre la questione del preallarme sui missili balistici. L'Aeronautica di Kiev ha lamentato che i radar hanno rilevato i vettori russi soltanto a ridosso dell'impatto, rendendo di fatto "cieche" le difese aeree. Il nodo riguarda la mancata ricezione tempestiva dei dati d'intelligence in tempo reale dai partner occidentali, un flusso che consente di individuare con sufficiente anticipo la traiettoria dei missili per neutralizzarli e avvisare la popolazione.
Secondo il generale Vincenzo Camporini, già ministro della Difesa e dell'Aeronautica, il sistema tecnologico di intelligence è fondamentale e i Paesi europei non dispongono di un assetto tecnologicamente analogo a quello statunitense.
La strategia del terrore e il quadro del conflitto
Camporini ha inquadrato i raid su obiettivi civili come parte di una strategia deliberata, volta a fiaccare il morale della popolazione in vista dell'inverno e a far mancare un sostegno indiretto alle truppe impegnate sul terreno. Sul piano militare, l'ufficiale ha rilevato che non si registra una vera difficoltà russa sul campo, quanto piuttosto una ripresa dell'iniziativa da parte ucraina, mentre Mosca continua a prevalere sugli obiettivi civili.
Quanto alla dipendenza di Kiev dalle forniture occidentali, il generale ha osservato che le capacità industriali europee restano ridotte rispetto a quelle americane e che i sistemi intercettori Patriot vengono prodotti esclusivamente dagli Stati Uniti.
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