Energia, dalla Regione 12 milioni per il fotovoltaico domestico (e la Sicilia resta tra le più colpite dalla povertà energetica)
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Redazione Economia
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La Regione Siciliana ha pubblicato, attraverso Irfis – la società finanziaria che gestisce gli interventi agevolati per conto dell’ente – l’avviso per l’assegnazione di finanziamenti a tasso zero destinati all’installazione di nuovi impianti fotovoltaici; una misura pensata espressamente per l’autoconsumo delle famiglie, che punta a ridurre la pressione delle bollette su un’utenza domestica sempre più esposta alle flutturazioni del mercato energetico. La dotazione complessiva messa a disposizione ammonta a 12 milioni di euro, cifra che affonda le proprie radici nel Fondo Sicilia e che rappresenta l’attuazione concreta di alcune delle norme contenute nell’ultima Finanziaria regionale. L’iniziativa, proposta dall’assessorato dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità, mira a coprire fino al totale delle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera dei pannelli, con un tetto massimo fissato intorno ai 20 mila euro per nucleo familiare. Nessun interesse, dunque, e nessuna richiesta di garanzie patrimoniali: una leva finanziaria che, nelle intenzioni dei progettisti, dovrebbe rimuovere gli ostacoli legati all’accesso al credito, spesso proibitivi per i redditi più bassi.
Un’isola in difficoltà: il peso delle bollette sulle famiglie siciliane
Non si tratta, va detto, di un intervento calato dal nulla. La Sicilia, secondo gli ultimi dati elaborati dall’Ufficio studi della CGIA su fonti Istat e Oipe, si conferma tra le regioni italiane maggiormente segnate dal fenomeno della povertà energetica: un dato, quello raccolto e diffuso nel corso di questo aprile, che la colloca al quinto posto a livello nazionale. A rendere eloquente la fotografia è una cifra precisa – il 14,4% delle famiglie dell’Isola – che indica quanti nuclei domestici faticano a sostenere i costi dell’energia o sono costretti a ridurre i consumi essenziali (riscaldamento, raffrescamento, elettrodomestici di base) per arrivare a fine mese. La media italiana, in confronto, si attesta attorno al 9%; uno scarto di oltre cinque punti percentuali che restituisce, senza troppi giri di parole, l’urgenza di misure strutturali. Le stesse inchieste condotte negli ultimi anni da diverse procure dell’Isola – pur senza addentrarsi in dettagli espliciti – hanno più volte segnalato come il mancato pagamento delle bollette fosse alla radice di decine di distacchi arbitrari e, in alcuni casi, di vere e proprie riconnessioni abusive, alimentando un sommerso energetico difficile da quantificare.
Finanziamenti senza interessi e senza garanzie: i numeri dell’avviso Irfis
Il meccanismo previsto dall’avviso pubblicato via Irfis è, nella sua essenza, piuttosto lineare: le famiglie siciliane potranno richiedere un contributo a fondo perduto (sotto forma di finanziamento a tasso zero) per installare impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo, riducendo così la quota di energia prelevata dalla rete. La copertura arriva fino al 100% delle spese ammissibili, con un limite massimo di circa 20 mila euro per singolo intervento; nessuna ipoteca, nessuna fideiussione, nessun interesse da restituire oltre la quota capitale. Una scelta, questa, che differenzia la misura siciliana da molti altri strumenti agevolativi nazionali, spesso appesantiti da oneri accessori o da complesse procedure istruttorie. Il fondo complessivo di 12 milioni, a valere sulle risorse del Fondo Sicilia, verrà erogato secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, senza alcuna valutazione discrezionale basata sul reddito – anche se l’impianto della Finanziaria regionale lascia intendere una priorità implicita per i nuclei in condizione di fragilità economica. L’assessorato dell’Energia, che ha proposto la norma, ha lavorato in stretta sinergia con Irfis per definire i criteri di rendicontazione, i termini di realizzazione degli impianti (non inferiori ai dodici mesi) e le caratteristiche tecniche minime dei pannelli, allo scopo di evitare l’installazione di componenti di scarsa efficienza.
Povertà energetica e cronaca: il filo invisibile delle indagini giudiziarie
Sullo sfondo di questi numeri, e lontano da qualsiasi retorica assistenzialista, si muovono anche alcune vicende giudiziarie che hanno interessato l’Isola negli ultimi anni. Inchieste della magistratura – condotte con il consueto riserbo sugli elementi sensibili – hanno portato alla luce veri e propri traffici illeciti legati alla manipolazione dei contatori, a intermediazioni fantasma nella vendita di energia e a raggiri ai danni di famiglie già in difficoltà, spesso prese di mira da falsi installatori di impianti rinnovabili. Alcuni sviluppi processuali, ancora in fase istruttoria, hanno evidenziato come la povertà energetica non sia solo un dato statistico, ma anche un terreno fertile per fenomeni predatori: soggetti terzi offrivano impianti fotovoltaici fasulli o interventi mai realizzati, incassando anticipi e sparendo nel nulla. La misura regionale, nel prevedere finanziamenti diretti senza intermediazione bancaria e senza richiesta di garanzie, taglia alla radice alcune di quelle falle attraverso le quali si infilavano i truffatori. Resta da vedere – ed è una questione che riguarda i prossimi passi amministrativi – come verrà monitorata l’effettiva realizzazione degli impianti, per evitare che anche questa iniezione di liquidità finisca nel mirino di chi specula sulle fragilità altrui.




